“Nei giorni scorsi il Partito Democratico di Vibo Valentia ha promosso un confronto aperto sulla sanità e sulla proposta di legge di iniziativa popolare della CGIL “Io Firmo - il diritto alla salute” per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale, universalistico e pubblico. Sono intervenuti Enzo Scalese (Segretario Generale CGIL Area Vasta CZ-KR-VV) e Rosellina Madeo (Consigliere Regionale PD e Vice Presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale), nonché altri esponenti del PD, della CGIL, della società civile e del mondo della sanità”. A scriverlo in una nota sono la segretaria provinciale Teresa Esposito ed il segretario cittadino Gernando Marasco. 
“La proposta di legge ha l'obiettivo di rendere effettivo il diritto alla tutela della salute su tutto il territorio nazionale, escludendo la sanità dall'autonomia differenziata; vuole arrestare il declino del SSN e promuoverne il rafforzamento progressivo. Chiede di portare il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale almeno al 7,5% del PIL (un punto in più di quanto è ora), in modo da valorizzare economicamente e professionalmente chi lavora nella sanità:
un piano di assunzioni a tempo indeterminato consentirebbe di garantire il personale necessario a prevenzione, assistenza e cura e ridurrebbe le lunghe liste d’attesa.
Sono necessari anche un pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022 (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali) e politiche ad hoc per la non autosufficienza, che in Italia riguarda quasi quattro milioni di persone.
In Calabria sono stati utilizzati i fondi del PNRR per la costituzione di tali centri di assistenza territoriale: manca però il personale e la marcia indietro del Governo sui medici di medicina generale aggrava la situazione, in un territorio come il nostro, dove già c'è carenza di medici di famiglia. Non si può fare medicina di prossimità senza assunzioni, senza accordi vincolanti coi professionisti del territorio, senza un piano di formazione e incentivazione per chi sceglie di lavorare nelle aree interne.
Nel vibonese si stima una carenza di personale di circa il 10% della dotazione organica prevista, che pure sarebbe insufficiente, perché rispondente a una logica meramente economica e di rientro dal disavanzo (superiore ai 10 milioni di euro). Questo sistema regge a fatica soltanto grazie all'abnegazione e al senso del dovere dei lavoratori, che però stanno raggiungendo il limite della sopportazione!
L' obiettivo iniziale della creazione dell' Azienda Zero da parte del presidente Occhiuto era quello di centralizzare a livello regionale e snellire e uniformare le procedure dei grandi concorsi pubblici, degli acquisti e della gestione amministrativa. Questo però non sta accadendo, perché nell' ente regionale si è creato un “ingorgo burocratico”, una sorta di raddoppio dei passaggi amministrativi, che rallenta le procedure di reclutamento; inoltre le ASP hanno perso autonomia e la possibilità, di fronte a improvvise carenze di organico o altri tipi di emergenze, di assumere rapidamente o di fare avvisi a tempo determinato.
Il Partito Democratico presenterà delle proposte di miglioramento della sanità regionale e provinciale, tramite i suoi primi cittadini rappresentanti nella imminente Conferenza dei Sindaci dell' ASP di Vibo Valentia, che come principali temi di discussione avrà il servizio di emergenza-urgenza 118, le prospettive dell'assistenza territoriale e le criticità complessive della sanità vibonese; animeremo una costante e diffusa azione in tutto il territorio -concludono - sollecitando ai vari livelli di governo e istituzioni preposte provvedimenti tempestivi e appropriati“