L’assunzione fittizia di consiglieri comunali con un ottimo inquadramento contrattuale in una azienda compiacente, di cui risultano titolari amici o parenti degli stessi amministratori pubblici, avrebbe creato un utile annuo inferiore, se non in perdita, rispetto a quello guadagnato dal consigliere comunale dipendente della stessa società. E’ quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, delegata dalla sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri della Procura di Catanzaro e coordinata dal sostituto procuratore Pasquale Mandolfino nei confronti di Enrico Consolante, Sergio Costanzo, Andrea Amendola e Tommaso Brutto. Un filone di indagine confluito nell’inchiesta sulle presunte “presenze fantasma” nelle commissioni consiliari che ha portato in tutto all’iscrizione di 34 persone nel registro degli indagati, dei quali 29 sono consiglieri comunali e 5 gli amministratori di società. Un’indagine, scattata da un articolo di giornale, nonostante certa politica o alcuni movimenti vogliano attribuirsi la “paternità” di aver dato una mano a scoperchiare il vaso di pandora.  Enrico Consolante, consigliere comunale, presidente della quinta commissione Turismo, politiche del mare, attività produttive” e componente della “quarta commissione- Politiche sociali, cultura, pubblica istruzione e Sport”, risulta essere dipendente della società “La Notifica srl” a decorrere dall’1 dicembre 2017,  società che si occupa di servizi postali in genere: corriere espresso e trasporto conto terzi. Un’azienda che annovera tra i proprietari il fratello dello stesso Consolante. Come risulta dalle determine dirigenziali, nello specifico quelle riferite al periodo  che va dall’1 dicembre 2017 al 30 giugno 2018, il Comune di Catanzaro avrebbe provveduto a rimborsare gli oneri alla dittà “La Notifica srl” per una somma complessiva pari ad euro 14.510,33, a titolo di rimborso per aver sottratto per impegni istituzionali il proprio consigliere al  suo lavoro in azienda, nonostante Consolante, secondo le ipotesi di accusa, nella sede de“La Notifica srl”, non ci sarebbe andato spesso .




Gli stipendi in azienda pagati dal Comune. Dal raffronto operato dai carabinieri tra le determine dei rimborsi e le retribuzioni mensili percepite da Enrico Consolante, di fatto gli stipendi sarebbero stati a carico del Comune:  per l’anno 2017  a fronte di una spesa sostenuta dall’azienda per 1.971, 00 euro, l’Ente avrebbe rimborsato 1.766, 36 euro, nel 2018 , invece la spesa sostenuta dall’azienda è pari a 12.039,00 euro, mentre i rimborsi del Comune di Catanzaro, sono maggiori perché ammontano a 12.743,97 euro. Il consigliere comunale di Fare per Catanzaro Sergio Costanzo, componente della seconda commissione, Risorse finanziare, Affari generali, personale, servizi demografici e della quinta commissione Turismo, Politiche del mare e Attività produttive, risulta essere assunto nella ditta “La Rosa Salvatore Zoomarket” a decorrere dal mese di febbraio 2015 con la qualifica di impiegato a tempo pieno indeterminato. La ditta in questione è un negozio per la vendita di animali da affezione, inclusi articoli ed alimenti, ubicato a Catanzaro. Nel momento in cui  Costanzo viene assunto, avrebbe percepito un reddito annuo in crescendo: dagli iniziali 23mila euro sarebbe passato a 28mila euro, ricevendo un trattamento migliore rispetto agli altri suoi colleghi con pari qualifica. Anche in questo caso dal raffronto che i carabinieri hanno operato tra le delibere e le retribuzioni mensili, gli stipendi di fatto sarebbero stati a carico del Comune, atteso che per l’anno 2016 a fronte di una spesa sostenuta dall’azienda per gli stipendi pari a 27.800,00 euro, il Comune avrebbe rimborsato 27.359,19 euro; nel 2017 la spesa per gli stipendi è di 28.005,00 euro mentre quella  relativa ai rimborsi effettuati dal Comune è di 23.425,88 euro”. Infine per l’anno 2018 la situazione appare essere più paradossale se si pensa che la spesa sostenuta dall’azienda ammonta a 10.190,00 euro, mentre i rimborsi dell’Ente comunale sono maggiori ed esattamente ammontano a 14.758,04. Dall’esame dei bilanci di esercizio e conti economici della società “Zoomarket di La Rosa Salvatore”, tra l’altro è emerso che il 31 dicembre 2014, quindi l’anno precedente all’assunzione di Costanzo, l’azienda ha avuto un utile di 20.655,00 euro ed una spesa per salari pari a 49.949,00 euro; l’anno successivo, un utile pari a 22.868,00 e spese per stipendi  pari a 89.822 euro; nel 2016 risulta una spesa per stipendi di 107.634,00 euro ed un utile annuo di 20.919,00 euro. In sostanza l’assunzione di Costanzo avrebbe inciso sui costi e guadagni dell’azienda. Ma c’è di più. Nel mirino degli investigatori c’è stata un’attività di osservazione finalizzata ad accertare la presenza di Costanzo nelle tre sedi dell’azienda, un’attività che non ha dato riscontri positivi: il consigliere Costanzo non sarebbe risultato sul posto di lavoro in azienda.

I riscontri investigativi sul consigliere Amendola. Il consigliere di maggioranza Andrea Amendola, (componente di tre commissioni consiliari permanenti seconda commissione Igiene Ambientale- Lavori pubblici, quarta commissione Politiche sociali- Cultura- Pubblica istruzione- Sport e quinta commissione- Turismo, Politiche del mare, Attività produttive), risulta essere assunto dalla società “A. B. Immobiliare srl” dal 4 luglio 2017 mentre in precedenza, dal 22 ottobre 2014 all’1 luglio 2017 è stato assunto dalla “A. B. Costruzioni srl”. Due ditte intestate ai familiari dello stesso consigliere. Agli atti risulta che in base alle determine dirigenziali, nello specifico quelle riferite al periodo dall’1 gennaio 2016 al 31 maggio 2017 e dall’ 1 luglio 2017 al 30 giugno 2018, secondo gli investigatori, il Comune di Catanzaro ha provveduto a rimborsare gli oneri sia alla ditta “A. B. Costruzioni srl” sia alla “A.B. Immobiliare srl” per una somma complessiva di 14.510,33 euro. Anche qui, in base alle indagini dei carabinieri,  ci si trova di fronte al pagamento degli stipendi a carico dell’Ente comunale, la “A. B. Costruzioni srl” tra gennaio 2016 e maggio 2017, a fronte di una spesa sostenuta per 24.759 euro, l’Ente ha rimborsato 23.094,83 euro. Per quanto riguarda i rimborsi alla “A. B. Immobiliare srl”, la spesa sostenuta dall’azienda nel periodo di luglio 2017 a giugno 2018 è di 30.957,00 euro, mentre i rimborsi del Comune di Catanzaro sono maggiori perché ammontano a 32.720,05 euro. Esaminando i bilanci della società  della A. B. Costruzioni è emerso che al 31 dicembre 2014, anno in cui Amendola è stato assunto, la società ha avuto un utile di 15.914,00 euro ed una spesa per stipendi pari a 40.653,00 euro; il 31 dicembre 2015 un utile  di 2.313,00 euro e spese per stipendi pari a 55.550 euro. E per quanto riguarda la “A. B. Costruzioni”, prendendo come punto di riferimento il  solo 2017, anno in cui a luglio Amendola è stato assunto, la società ha una spesa per stipendi pari a 21.547,00 euro ed una perdita annua di 9.946,00 euro. Un’informativa a parte, agli atti, risulta essere riservata al consigliere Tommaso Brutto, dipendente dell’azienda Verdeoro società cooperativa di prodotti ortofrutticoli con sede a Simeri Crichi. In base alle persone, chiamate a sommarie informazioni, tra cui anche dipendenti della stessa Verdeoro, sarebbe emerso che Brutto si recava  in azienda in  maniera saltuaria, “una condotta, definita dagli investigatori raggiratoria", ai danni del Comune di Catanzaro in ragione del fatto che l’Ente pubblico ha provveduto al rimborso di 10.552,85 euro.  In tutto, però il rimborso sborsato alla Verdeoro, ammonterebbe a 103.160,34 euro, considerando il periodo che va febbraio 2015 a giugno 2018. (g. p.)

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