Terremoto al Comune di Catanzaro, l’allegra gestione delle commissioni consiliari e le assunzioni fittizie

L’avviso di conclusione delle indagini vergato dal magistrato Pasquale Mandolfino svela i rimborsi non dovuti e la grande truffa ai danni di Palazzo dei Nobili

Nell’avviso di conclusione delle indagini che vale come informazione di garanzia, a carico di 34 persone, tra capigruppo, presidenti di commissione, consiglieri comunali e amministratori di imprese viene svelata l’allegra gestione delle commissioni con un lungo elenco di falsi verbali sulle sedute consiliari. Mirarchi, Levato, Consolante, Riccio, Pisano e Celi, presidenti delle varie commissioni consiliari, da quello al Turismo a quella ai Lavori pubblici, all’Urbanistica e alle Politiche sociali, avrebbero attestato lo svolgimento di numerose sedute, con la partecipazione propria e di altri consiglieri comunali, pur non essendo presenti o partecipando alla sedute in modo discontinuo e in orari differenti tra loro. Tutti i consiglieri, “con artifici e raggiri consistiti nelle false verbalizzazioni circa lo svolgimento delle sedute di commissione consiliare”, secondo le ipotesi accusatorie, avrebbero indotto in errore il Comune, che ha erogato indebitamente i gettoni di presenza in base a riunioni in realtà mai avvenute.




La truffa delle assunzioni a spese del Comune. Alcuni consiglieri, sarebbero stati assunti come dipendenti da imprese complici, consentendo alle stesse di ottenere dal Comune il rimborso per le ore sottratte al lavoro in azienda per via dei loro impegni istituzionali. Con un ma. Le attività lavorative degli amministratori pubblici sarebbero state solo fittizie, con un corrispondente danno per il Comune di circa 300mila euro. In particolare Musialak e Coluccio, rispettivamente amministratori formale e di fatto della “Verdeoro” società cooperativa produttori ortofrutticoli, impresa agricola con sede a Simeri Crichi, col concorso di Brutto, avrebbero assunto il consigliere alle dipendenze dell’azienda in qualità di direttore amministrativo, senza che lo stesso, però, avesse mai svolto alcuna prestazione all’interno dell’impresa. Un sistema, che avrebbe indotto in errore il Comune di Catanzaro, costretto a sborsare alla Verdeoro, secondo le ipotesi di accusa, 103.160,34 euro, a titolo di rimborso per le attività istituzionali, che da febbraio 2015 a giugno 2018 avrebbero impegnato Brutto nelle vesti di consigliere comunale sottraendolo al lavoro in azienda (in base al meccanismo di rimborso previsto per legge per i dipendente del settore pubblico o privato che svolgano incarichi politici istituzionali all’interno di enti pubblici). Stesso sistema escogitato da Antonio Amendola prima come amministratore della “A. B. Costruzioni srl” e poi della “A. B.Immobiliare srl”, il quale avrebbe assunto il consigliere comunale Andrea Amendola come dipendente di queste imprese dal mese di ottobre 2014 al gennaio 2019. Un’assunzione, però, solo formale, perché, secondo le ipotesi di accusa il consigliere non avrebbe svolto alcuna attività lavorativa all’interno di quelle imprese, traendo in inganno il Comune di Catanzaro, costretto a pagare 18.391,63 per la “A. B. costruzioni” ed euro 46.190,49 per la “A. B. Immobiliare srl”, come rimborso per il fatto che il consigliere Amendola, dovendo svolgere incarichi istituzionali, non avrebbe potuto andare a lavoro in azienda. Stesso “copione” messo in atto dall’amministratore unico de “La notifica srl” Sabrina Scarfone ( i cui soci oltre a Scarfone risultano essere anche Andrea Castello e Pasquale Consolante) ed Enrico Consolante (fratello di Pasquale), dipendente della stessa impresa e consigliere del Comune di Catanzaro, assunto formalmente in azienda, ma senza espletare alcuna prestazione lavorativa. E anche in questa circostanza, il Comune raggirato, avrebbe erogato 23.179,47 euro alla “Notifica srl” a titolo di rimborso per il periodo che da dicembre 2017 a novembre 2018, avrebbero visto Consolante impegnato nelle sue attività istituzionali, senza poter andare in azienda. Discorso analogo per Salvatore La Rosa amministratore dell’esercizio commerciale “La Rosa Salvatore Zoomarket” e il consigliere Sergio Costanzo impiegato in questa azienda: con artifici consistiti nell’assunzione solo formale di Costanzo alle dipendenze dell’azienda, entrambi avrebbero tratto in errore il Comune di Catanzaro. A titolo di rimborso quest’ultimo avrebbe pagato all’impresa 78.749 euro con riferimento al periodo di gennaio 2016 e dicembre 2018, “risarcendola” per aver sottratto Costanzo al lavoro in azienda, perché impegnato nella sua funzione di consigliere comunale. Fin qui le ipotesi di accusa, di fronte alle quali ciascuno indagato, assistito dal suo legale difensore, potrà chiedere di essere interrogato dal pm, rendere dichiarazioni spontanee, depositare memorie difensive ed esercitare ogni atto utile per l’esercizio di difesa, prima che il magistrato titolare del fascicolo proceda con una richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.

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