"Filo Rosso", le relazioni extraconiugali e le ritorsioni all'interno della cosca
Dalle carte emergono i motivi dei dissidi degli accoliti di Pasquale Notarianni nei confronti di Saverio Giampà. Un clima di tensione in cui si inserisce anche il pestaggio di Vescio
di GABRIELLA PASSARIELLO
Le relazioni extraconiugali e l’allontanamento di Saverio Giampà dalla famiglia Notarianni, avevano creato una serie di attriti all’interno del gruppo criminale. Dissidi sfociati poi in atti ritorsivi da parte dei più fedeli accoliti di Pasquale Notarianni nei confronti di Saverio Giampà, culminati nell’atto intimidatorio del 27 maggio scorso con l’esplosione di un ordigno nella sua abitazione. In questo clima di tensione si inserisce anche il “pestaggio”, da parte di Saverio Giampà e di Michael Mercuri, la sera del 16 giugno 2017, di Fabio Vescio al servizio della famiglia Notarianni. Saverio Giampà a causa della frizione con gli altri sodali, autorizzato dal Tribunale di Catanzaro, aveva deciso di trasferirsi da Lamezia a Bologna in cerca di lavoro. Una trasferta che durò poco, come si evince dalle telefonate di Francesca Caroleo, madre di Saverio Giampà, con alcuni familiari. In particolare Franca Caroleo aveva riferito a Sonia Caroleo che la nuora era molto arrabbiata con lei poiché, a suo dire, gli avrebbe nascosto la relazione che avrebbe intrattenuto il figlio Saverio con E. F., dicendosi preoccupata dei risvolti che questa situazione stava assumendo. Gli ulteriori contatti telefonici forniscono un quadro chiaro di ciò che stava avvenendo. Marilena Giampà, figlia di Francesca Caroleo e Antonella Luccisano, recente sposa dell’altro figlio di Caroleo, Davide Giampà, in due distinte telefonate, avevano riferito di essersi recate nell’abitazione di Pasquale Notarianni per capire i motivi che avevano determinato il forte risentimento di Pasquale nei confronti di Saverio, scoprendo che Notarianni e sua moglie Alessandra Folino erano “infuriati”.
Le ritorsioni. Entrambi erano venuti a conoscenza del fatto che Saverio avrebbe detto a terzi che le responsabilità delle continue liti con la propria consorte erano da addebitare proprio ad Alessandra Folino, che avrebbe fornito a Massilla, compagna di Giampà, “prove” (foto e messaggi) sulle sue relazioni extraconiugali: “che Saverio ha detto che Alessandra gli ha dato tutte le cose a Concetta... le foto e i messaggi...”. Secondo i familiari di Saverio queste affermazioni, sarebbero state riportate ai Notarianni i quali, infastiditi avrebbero deciso di mettere in atto delle ritorsioni da intraprendere nell’immediatezza tanto che, non essendo a conoscenza del recente rientro da Bologna di Saverio, si erano addirittura ripromessi di raggiungerlo per regolare i conti: “sono arrabbiatissimi!...” – “dice che dobbiamo aggiustare questa situazione perché erano già pronti per partire a Bologna!” – “c'è Pasquale avvelenato comunque.... c'è una guerra quà!... senza riparo! vedi che...” – “qua Pasquale sta facendo cadere una guerra!!!” – “...erano pronti per partire stamattina!!”
L’aggressione a Vescio. La sera del 16 giugno gli agenti del Commissariato di Lamezia Terme avevano ricevuto una segnalazione circa l’aggressione di un uomo nei confronti del quale gli esecutori avrebbero manifestato l’intento di darlo alle fiamme, di “bruciarlo”. Le Volanti intervenute sul posto, avevano notato la presenza di uno scooter e di tre persone che alla vista della Polizia avevano cercato di scappare, nonostante l’intimazione a fermarsi. Poi alcuni colpi esplosi dagli agenti per bloccare Michael Mercuri. Gli agenti avevano trovato sotto il sellino dello scooter due cellulari di cui Mercuri aveva dichiarato essere i suoi, ed uno smartphone che riportava sullo schermo una foto raffigurante Saverio Giampà. L’aggressione a Fabio Vescio sarebbe stata premeditata. Vescio aveva riferito a Gianluca Notarianni di essere stato “convocato dai suoi aggressori: “mi hanno fatto salire questi "bastardi" e mi hanno portato qua, tengo tutto il viso pieno di sangue”. Gianluca Notarianni aveva deciso di aiutarlo e aveva contattato il fratello Luigi dicendogli :"adesso questa sera se ne devono andare!". E telefonando a Jessica Giampà, fidanzata del fratello, Gianluca Notarianni aveva affermato: “quei due li ammazzo che hanno toccato l'amico mio, a me l’hanno toccato?”, dimostrando l’intenzione di vendicare l’aggressione subita da Vescio e la considerazione che un tale gesto poteva considerarsi un affronto. Il coinvolgimento di Michel Mercuri nell’aggressione a Vescio viene anche suggellata da una conversazione con il fratello Francesco che lo avverte di essere stato avvicinato da alcuni soggetti : “sono persone di “rispetto”: “No, gli devi portare tu rispetto a loro, hai capito?... che tu non sei nessuno!... loro sono! hai capito?”. E che gli stessi si stanno adoperando per rintracciarlo con il fine di porre in essere nei suoi confronti azioni ritorsive: “ammazzare no... però hanno detto "ca ti sbundanu e palati!". Francesco Mercuri aveva riferito che queste persone “Peppe” ( Giuseppe Cappello inteso “Cutulicchio”), Luigi e Gianluca Notarianni.
Gli attriti mai spenti. Le frizioni fra alcuni indagati sono state prodromiche alla presa di posizione di alcuni di loro, schierati in aperta contrapposizione. Una situazione culminata ad oggi con il pestaggio di Vescio, ma che è in costante evoluzione. Da un lato i propositi di vendetta per l’affronto ricevuto dai più fedeli accoliti della famiglia Notarianni e dall’altro i non sopiti intenti criminosi delle persone più vicine a Saverio Giampà. Sintomatico al riguardo il fatto che Vescio si sia reso irreperibile, oltre che agli operatori di Polizia, anche ai propri e più stretti congiunti grazie alla copertura dei sodali Gianluca Notarianni e Giuseppe Cappello detto “Cutulicchio”.
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