Inneggiava "la giustizia del califfato" e lo Jihad, il 29enne arrestato  in esecuzione di un'ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura

di GABRIELLA PASSARIELLO

“L’Isis per me è buono, l’Isis per me è Dio, is my life”. Hamyar Abss Hussien, il 29enne, arrestato dalla Digos, reo di aver fatto apologia dello Stato islamico e di associazione con finalità di terrorismo internazionale,   all'interno dello Sprar di S. Nicola dell’Alto, non avrebbe avuto remore nell’esaltare lo Jihad pubblicamente, con operatori e ospiti del Centro, inneggiando la “giustizia del califfato”, la necessità di seguire rigorosamente il Corano e nello stesso tempo di eliminare gli infedeli “Deluso...amo questo coltello nelle tue mani.... oh Dio con questa fede ti seguirò e con le mie gambe se Dio mi darà il senno prenderò gli infedeli dalla coda... ohi...ohi...ohi... agli Ebrei infedeli...” Nell’ordinanza firmata dal gip Assunta Maiore su richiesta del pm Paolo Petrolo si legge che l’iracheno, all’interno della sua stanza in presenza di altri inquilini, visionava ed ascoltava quotidianamente a volume alto, video riconducibili alla Jihad, provvedendo, in una circostanza, a condividerne la visione con un altro ospite del centro.

L'elogio al martirio e all'Isis. E più volte, compiaciuto, ridendo, pronunciava la frase “Allah Akbar” ascoltando il video relativo all'attentato terroristico di Manchester del 22 maggio scorso. Ma c’è di più. Hussien, all'interno della Moschea di Crotone, conosciuta come “lslamic Culture Center" di cui riferiva di "avere il controllo", parlava in presenza dell’Imam e dei fedeli che rimanevano ad ascoltarlo, dello stato islamico “ io dico che lo stato califfato è giusto, condividendo nel suo profilo facebook , registrato a nome di Hamyar H Husain visualizzato il 17 maggio scorso da 8. 419 utenti, un video relativo alla predica di un Imam con immagini - video relative a combattenti dell’Isis enfatizzando le parole del profeta Maometto ed elogiando martiri e martirio. Comportamenti che il gip firmatario di un’ordinanza lampo (nell’arco di dieci giorni dalla richiesta del pm) “per il contenuto, le circostanze di fatto e la condizione personale dell'indagato- si legge nell’ordinanza- sono tali da determinare il rischio concreto che gli "interlocutori" di Hussien commettano reati lesivi di interessi omologhi, in quanto l'adesione che viene sollecitata nei destinatari delle illecite "esaltazioni" è certamente capace, per le condizioni personali dell'indagato e le modalità con cui viene esplicitata, di suscitare interesse e condivisione”. Con l'aggravante di aver posto in essere la condotta con finalità di terrorismo e, in particolare, con l'intento di esaltare pubblicamente l’organizzazione terroristica internazionale (Isis) , promuovere la Jihad e sollecitare i suoi interlocutori e i destinatari dei suoi "messaggi" a prendere parte alla organizzazione terroristica.

L’identikit di Hussien. L’indagato è entrato in Italia illegalmente, sbarcando nelle coste baresi ad agosto del 2012. In quella circostanza era stato deferito alla autorità giudiziaria per ingresso e soggiorno illegale nel territorio italiano. Successivamente aveva presentato richiesta di asilo politico, prima in Norveglia nel 2008, poi in Filandia nel 2009 e ancora in Germania nel giugno 2010 e in Danimarca nel novembre 2010. All’atto di istruire la pratica per il riconoscimento dell’asilo politico, l’indagato aveva riferito di parlare correttamente il curdo sourani, di aver svolto il servizio militare e di aver fatto parte di Hezballad, un’organizzazione paramilitare libanese, nata a giugno 1982 e divenuta successivamente anche un partito politico siita del Libano dal 2005 al 2007, comunicando di essere partito dall’Iraq a gennaio 2008 e di essere stato in Turchia e in Grecia prima di arrivare in Italia.

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