In nome della guerra santa, Hussien: "Non cambio mille bambini per una lettera del Corano" (VIDEO)
Accolto in un centro Sprar del Crotonese semina terrore, tra minacce e aggressioni. La parola d'ordine per il presunto terrorista: sgozzare gli infedeli. Nuovi dettagli nell'ordinanza
di GABRIELLA PASSARIELLO
Aveva creato un clima di terrore all’interno dello Sprar e non esitava a minacciare chiunque manifestasse il proprio disprezzo verso l’Isis. In un’occasione aveva afferrato un coltello dalla cucina appoggiandolo alla gola di un operatore, mostrandogli cosa gli sarebbe successo se avesse continuato a denigrare l’organizzazione terroristica islamica e in un’altra circostanze aveva aggredito un ospite colpendolo con una penna, perché reo a suo dire di averlo schernito durante la lettura del corano per via della sua lunga barba "...io ieri ho picchiato uno con una penna non coltello... maleducato perché non lo sa l'educazione della religione, quando leggo il Corano mi guarda e mi scherza per la mia barba…". Un’adesione ideologica all’estremismo islamico, che, secondo gli inquirenti, si traduceva nel rifiuto della cultura occidentale in ogni sua manifestazione: dall’ostinata cura nel far crescere la barba, all’accettazione rigida dei precetti del Corano, alla volontà di non interagire con le donne occidentali.
Le donne da sgozzare. In una conversazione telematica con la sorella, Hussien manifesta tutto il suo malessere nel trovarsi in un Paese per tradizione e modus vivendi incompatibile con i principi della sua religione, riferendo alla sua interlocutrice la necessità che le donne indossino un velo sopra la testa in modo da coprire i loro occhi, ritenendole donne impure e infedeli per il solo fatto di fumare una sigaretta o di passeggiare con altri uomini. Nel corso di un’altra conversazione con un altro interlocutore, l'arrestato non esita a raccontargli l'episodio relativo ad una ragazza che entrambi avevano visto nei pressi della Questura di Crotone e alla quale lo straniero esternava la volontà di tagliarle la gola per il solo fatto di indossare un pantalone attillato, nonostante calzasse il velo come previsto dalla religione musulmana. Ma sono tanti i contenuti delle intercettazioni a delineare in maniera netta, secondo gli inquirenti, la pericolosità sociale dell’arrestato.
In nome della guerra santa. Risale al 16 marzo scorso, l’intercettazione di una conversazione ambientale dalla quale emerge che l’iracheno visiona un video, scaricato sul proprio smartphone, dove si sentono chiaramente raffiche di colpi d'arma da fuoco, in sottofondo musiche tipicamente riconducibili alla guerra santa e la voce di una persona che, in lingua araba, riferisce testualmente "Allah Akbar" (Allah è grande). Si sente parlare una persona che ricorda, agli appartenenti dello Stato islamico, che chi combatte e muore in nome di Dio avrà una grande ricompensa, raggiungerà immediatamente il Paradiso. L'indagato riferisce alla sorella che, nonostante qualcuno gli abbia chiesto di rientrare nel suo paese d'origine per fare la guerra santa, preferisce non spostarsi. La sua mission è quella di redimere gli infedeli, riferendo espressamente che a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola "sono così impuri che anche se leggi il Corano loro non hanno voglia di ascoltarti...posso raccontarti tanto fino a domani...e anche lui dice ( riferito a Dio -AIlah n.d.r.) che queste sono persone macchiate, timbrate alle quali dovrà essere tagliata la gola...". E nel corso di un’altra conversazione Hussien, riferendosi sempre alla guerra santa, proferisce un'ulteriore frase inquietante "non cambio mille bambini per una lettera del Corano" . Un comportamento estremo, evidente anche quando sottolinea che il rispetto per i suoi parenti verrebbe meno qualora gli stessi dovessero comportarsi come degli infedeli, tanto che neanche la loro morte provocherebbe alcun rimorso, atteso che la strada da percorrere è solo quella da lui intrapresa e che lo porterà ad avere benefici raggiungendo il Paradiso "...se Dio non mi accetta...che cos'è il padre, che cos'è mia madre che cosa sono i bambini...muoiono loro, muoio anch'io e nell'aldilà perdo tutto, adesso io sono su questa strada”.
Il viaggio a Roma per creare terrore. Rilevante per investigatori e inquirenti le dichiarazioni di Hussien in relazione a quanto accaduto nel corso di un viaggio a Roma. L’arrestato rivela al suo interlocutore che mentre passeggiava tra le vie della città, le sue fattezze, la barba lunga e l'aver portato al seguito una busta, hanno provocato un particolare allarmismo, tanto che la Polizia del luogo è intervenuta controllandolo, a suo dire, molte volte e facendo risaltare, nella circostanza, che proprio quello era l'obiettivo che intendeva perseguire "...sono andato a Roma, con questa barba, mancava solo la tunica bianca, ho portato con me una busta bianca, volevo impaurire...fare spaventare...arrivava la Polizia... Spalancavano gli occhi…coglioni...mi hanno fermato venti volte...non una volta".
Le alleanze pericolose. Emerge per il gip che ha vergato l’ordinanza come Hussien sia particolarmente attivo nel visitare i siti web collegati all'Isis, attento alle notizie in essi pubblicate da altri simpatizzanti o appartenenti al gruppo terroristico. In particolare un video di Mullah Krekar, già leader di Ansar al-Islam, creatore di un altro gruppo terroristico, denominato Rawti Shax e sospettato di pianificare attacchi terroristici, con l'obiettivo di rovesciare l'attuale governo del Kurdistan iracheno e di sostituirlo con uno Stato teocratico. Hussien è intento ad ascoltare le parole del Mullah che, in una sorta di "conferenza" rivolta a cittadini curdi esterna un messaggio ai presenti, ai quali ribadisce che solo coloro i quali perseguiranno, nella sua intima essenza, la religione islamica, avranno la benedizione di Dio. In questo contesto Mullah intende sottolineare, “verosimilmente, secondo il gip, l'importanza della Jihad, riportando quanto previsto nel Corano: che un gruppo formato da almeno 40 musulmani saranno i reali promotori della Jihad aggiungendo, che gli stessi avranno il compito di difendere i musulmani dagli attacchi degli infedeli ... “Qualsiasi persona che ha capito questa religione è amato da Dio, queste persone ci difendono da chi ci vuole attaccare...e questo gruppo sarebbe formato da 40 persone, secondo il versetto del Corano almeno da 40 persone". Nella parte conclusiva della predica, il Mullah rivolge un messaggio ai fedeli del mondo islamico, sottolineando che solo coloro che vi appartengono possono considerarsi persone colte e intelligenti. Significativo al riguardo il commento di Hussien " faremo peggio del 2014...".
Le foto sospette. L'indagato, trovato, tra l'altro, in possesso di un taglierino, era intento ad effettuare con il proprio cellulare fotografie al personale della Questura di Crotone. Foto raffiguranti l'ingresso della Questura, il questore e i funzionari dell’Ufficio. Per il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, che si attiene ai fatti “non ci sono elementi che inducono a ritenere che l’arrestato stesse preparando un attentato contro la Polizia di Stato”. Ma per il giudice per le indagini preliminari si tratta di un’ulteriore prova di una condotta “ che non trova alcuna giustificazione plausibile, se non, verosimilmente, per un interesse" illecito, per i luoghi ed i soggetti delle Istituzioni”.
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https://www.youtube.com/watch?v=ogLIo-iAHpQ
