Bombardieri: " L'arrestato propagandava una fede malata anche su facebook, postando video inneggianti gli attentati terroristici"

“Si tratta di un’indagine delicata per quello che da anni sta accadendo in Europa. Un’indagine che abbiamo deciso di stoppare, non potevamo attendere altro tempo, perchè si tratta di soggetti che nell’arco di un’ora o di un giorno pianificano, programmano atti terroristici. E abbiamo deciso di arrestarlo subito, nel momento in cui questo iracheno era andato a Roma per creare allarme, compiaciuto dall’essere fermato da tutti”. Il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta in Procura in presenza dell’aggiunto Giovanni Bombardieri, del questore di Crotone Claudio Sanfilippo e del dirigente della Digos  della città pitagorica Francesco Meduri, ha illustrato i dettagli dell’operazione condotta dal personale della Digos che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere  a carico di Hamyar Abss Hussien, 29 anni, firmata dal gip del Tribunale di Catanzaro Assunta Maiore su richiesta del sostituto Paolo Petrolo . Le accuse a suo carico sono di aver fatto apologia dello Stato islamico e di associazione con finalità di terrorismo internazionale.

"Una fede malata".  Le indagini hanno, infatti,  permesso di riscontrare come l'arrestato, richiedente asilo, istigava alcuni inquilini del Centro Sprar di San Nicola  dell'Alto a partecipare all'organizzazione Isis e a perpetrare atti violenti con finalità terroristiche. “L’arrestato  ha più volte chiesto asilo politico in Europa, nel 2008 in Norvegia, nel 2010 in Danimarca. Non ha nascosto la sua fede, - ha aggiunto Bombardieri- ma non è questo che ci ha allarmati. L’allarme è scattato quando ha propagandato una “fede malata” in moschee anche ufficiali, postando video su facebook inneggianti gli attentati terroristici e non ci ha lasciati indifferenti il fatto  che avesse nel suo telefonino foto della Questura di Crotone e dei suoi funzionari”. Un lavoro di intelligence certosino l’ha definito il questore di Crotone, “ perché si è trattato di un soggetto singolo non facente parte di un’organizzazione”. Dall’attività captativa è emerso come l’indagato pur di affermare la sua ideologia si avvaleva della forza intimidatrice. "Non accettava che gli inquilini dello Sprar non aderissero completamente alla sua religione. L'attività di proselitismo - ha detto il dirigente della Digos-  veniva svolta fornendo notizie, chiarimenti e materiali sullo Stato islamico e le sue finalità. L'iracheno, ritenuto persona violenta e fortemente incline alle attività criminali, aveva manifestato esaltazione in occasione del recente attentato terroristico di Manchester. Le indagini, inoltre, hanno consentito di captare una conversazione nella quale l’indagato riferisce alla sorella che, nonostante qualcuno gli avesse chiesto di rientrare nel suo paese d’origine per prendere parte alla “guerra santa”, la sua condivisione ai principi della Jihad, avrebbe preferito rimanere in Italia per redimere gli infedeli, riferendo espressamente che «a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola.(ga. pa.)

LEGGI QUI | Terrorismo internazionale, Hussien: "L'Isis è Dio, puniamo gli infedeli"

LEGGI QUI | Terrorismo islamico, arrestato un iracheno a Crotone. Cercava combattenti per la "guerra santa" (NOME)

LEGGI QUI | In nome della guerra santa, Hussien: "Non cambio mille bambini per una lettera del Corano" (VIDEO)

https://www.youtube.com/watch?v=3L2RLSg8TKs