Nelle prossime ore i funerali di Mario Torchia, l'ufficiale giudiziario ucciso a coltellate nello studio di casa dall'amico del figlio. Attesa per la convalida del fermo di Foca Carchedi

Un delitto ancora senza una spiegazione. Resta il mistero sul movente che ha spinto Foca Carchedi, il 29enne studente universitario di Francavilla Angitola, ad uccidere Mario Torchia con un coltello da cucina. Un giallo sul quale stanno lavorando i carabinieri della Stazione di Filadelfia, che conducono le indagini sotto il coordinamento della Procura di Lamezia. Nelle ore successive all'omicidio il pm ha interrogato Foca Carchedi che attualmente si trova ristretto in una cella del carcere di Catanzaro, piantonato a vista dalla Polizia penitenziaria. Il giovane comparirà oggi davanti al gip per la convalida del fermo.

Omicidio nel Vibonese, ucciso ufficiale giudiziario. Ferito figlio, fermato assassino

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Movente sconosciuto. E' accusato dell'omicidio dell'ufficiale giudiziario di Francavilla Angitola e del tentato omicidio del figlio, Giuseppe, ancora ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Pugliese di Catanzaro. Con lui e con qualche altro amico, Foca Carchedi (nella foto) aveva trascorso giusto un paio di giorni prima una piacevole serata nell'abitazione dei Torchia, laddove lunedì pomeriggio si è consumata la tragedia. Un altro particolare che rende ancor più inspiegabile quanto avvenuto. Le due famiglie, molto stimate in paese, erano infatti legate da rapporti di amicizia e parentela.


Omicidio a Francavilla, Mario Torchia ucciso con tre coltellate dall'amico del figlio

Destino beffardo. Tra l'altro Foca, che stava vivendo un momento particolarmente difficile della sua vita, si recava spesso a casa di Mario Torchia dal quale riceveva continui incoraggiamenti ad andare avanti. Incoraggiamenti che arrivavano proprio da chi pochi mesi prima aveva dovuto superare una prova difficilissima. L'ufficiale giudiziario era infatti riuscito a sconfiggere la leucemia ed era anche tornato a lavorare. Un destino beffardo ha voluto che morisse nel suo studio di casa, per mano dell'amico del figlio, un ragazzo al quale voleva molto bene. Sul suo corpo ieri pomeriggio il medico legale Maria Chiarelli ha eseguito nell'obitorio di Lamezia Terme l'autopsia disposta dalla Procura. Nelle prossime ore i funerali.

Le indagini. Intanto i carabinieri hanno raccolto tutti gli elementi utili all'indagine. L'arma del delitto, un coltello da cucina, è stato trovato sulle scale di casa Torchia intriso di sangue. Dopo aver colpito con tre fendenti Mario Torchia (fatale quello alla tempia) e accoltellato all'addome l'amico Giuseppe, Foca Carchedi è fuggito a bordo della sua auto, una Seat Ibiza, posta sotto sequestro. Arrivato a casa ha chiesto ai suoi genitori di chiamare i carabinieri ed ad avvertire i militari è stato il papà, medico condotto del paese. Ai genitori, Foca Carchedi, avrebbe raccontato, in preda all'agitazione, di aver ucciso Mario e di aver ferito il figlio Giuseppe. Il ragazzo è stato quindi portato in caserma. Dopo un primo interrogatorio, è stato dichiarato in stato di fermo e condotto in carcere a Catanzaro in attesa di convalida. (mi.fa)