L'iter per l'assegnazione dell'immobile era stato avviato dall'Amministrazione comunale guidata da Pino Giuliano e nel 2012 erano stati assegnati anche sei alloggi
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Ritorna alla collettività un bene confiscato alla criminalità organizzata ed ubicato nel Comune di Ricadi, nel Vibonese. La terna commissariale (presieduta da Antonia Surace e composta dai commissari Antonio Gullì e Giuseppe Caricati) ha infatti dato mandato al responsabile dell'Area tecnica del Comune di predisporre tutti gli atti propedeutici all'indizione della manifestazione di interesse per l'utilizzazione di un bene confiscato a Gennaro Vecchio - ritenuto il boss di San Calogero ed ucciso nel suo paese il 6 settembre 2011 -, ubicato in località "Marchieti" del comune di Ricadi. Si tratta nello specifico di un appartamento che con provvedimento del direttore dell'Agenzia del Demanio è stato nel 2003 definitivamente trasferito al Comune di Ricadi.

Il predetto provvedimento del 2003 prevedeva il trasferimento al patrimonio indisponibile del Comune di Ricadi del bene confiscato a Gennaro Vecchio, al fine di utilizzarlo per scopi istituzionali ed in particolare per essere adibito ad alloggio temporaneo per famiglie bisognose. L'immobile - consistente in un terzo piano sottotetto di un fabbricato in località Marchietti - è stato formalmente consegnato al Comune di Ricadi in data 16 novembre 2009. Ad oggi, però, il bene confiscato è ancora inutilizzato e la commissione straordinaria - che regge il Comune di Ricadi dopo lo scioglimento degli organi elettivi per infiltrazioni mafiose (confermate da Tar e Consiglio di Stato) - ha deciso di predisporre quanto necessario al fine di renderlo fruibile. Dopo l'approvazione da parte della stessa Commissione straordinaria, in data 18 agosto 2014, del Regolamento per la concessione in uso dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, i commissari il 3 febbraio scorso hanno inviato una nota all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Giunta la risposta positiva per la riutilizzazione del bene, i commissari hanno deliberato di utilizzare l'immobile secondo i criteri e le modalità previste dal regolamento comunale per la concessione in uso dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La delibera è stata dichiarata immediatamente esecutiva. (g.b.)
In relazione all'articolo di cui sopra, dal sig. Francesco Giuliano riceviamo e pubblichiamo:
"L'amministrazione Comunale di Ricadi, di cui ero il capogruppo di maggioranza, a prescindere di come è andata a finire, ha dato particolare importanza alla gestione del bando per l'assegnazione delle case popolari, fermo da diverso tempo a causa di inopinate lungaggini burocratiche, con conseguente assegnazione degli alloggi agli aventi diritto a seguito di approvazione della relativa graduatoria. Infatti con delibera commissariale n 52 del 20/04/2011, è stato approvato il bando relativo alla formazione delle graduatorie per alloggi Aterp ed in data 15/05/2011 è stato pubblicato il relativo bando.
In tale ambito, significativa è stata l'iniziativa intrapresa per la consegna di un alloggio confiscato alla criminalità organizzata, di cui il comune era assegnatario.
In particolare, il bando per l'assegnazione degli alloggi (case Aterp, case di proprietà del Comune e bene confiscato) era stato predisposto dal Commissario prefettizio, dott. Pontuale, precedentemente all'insediamento dell'Amministrazione Giuliano.
In tale bando si prevedeva espressamente che il bene confiscato, peraltro mai sgomberato di suppelletti, arredi ed effetti personali dei precedenti occupanti, venisse assegnato al primo in graduatoria. A tal proposito, il comune è stato convocato in Prefettura dalla Dott. Latella, Prefetto pro tempore, per discutere della gestione degli immobili insieme a tutte le altre amministrazioni assegnatarie di beni confiscati. Alla riunione, presenti il sindaco e il Consigliere Mirabello Michelangelo, è stata rappresentata al Prefetto la difficoltà di completare la graduatoria per l'assegnazione degli alloggi Aterp e dell'alloggio confiscato ed è stata, inoltre, concordata, la convocazione della commissione per la formazione della graduatoria provvisoria. Pertanto, è stata approvata la graduatoria provvisoria relativa agli alloggi ATERP e lo sgombero dei locali del bene confiscato (assegnato poi ad una famiglia bisognosa). Cosi facendo, il comune di Ricadi, durante l'Amministrazione Giuliano, ha riapprovato una graduatoria ferma e bloccata da tempo assegnando sei alloggi oltre al bene confiscato. Alla presente allego le delibere di Giunta e i verbali della commissione per la formazione della graduatoria, l'ultimo verbale come può notare è stato redatto in prefettura.
Sono stato sempre contro la cultura mafiosa, il pensiero mafioso e il metodo mafioso.
Nei tre anni di amministrazione ho dato l'anima per la rinascita culturale e sociale del mio comune, le garantisco che mai e poi mai avrei accettato compromessi con nessuno che non agisse secondo i canoni della legalità. Le sentenze si rispettano ed io le rispetto.
Ma sono molto amareggiato per la "superficialità" con la quale è stata affrontata la questione Ricadi. E' solo il mio pensiero. Credevo che le mie competenze acquisite all'università, nella vita e nel lavoro , per un certo periodo della mia vita sarebbero state utili al servizio della comunità. Ciò non è stato possibile perché secondo lo Stato l'Amministrazione di cui ero il capogruppo di maggioranza non avrebbe agito con discontinuità rispetto al passato. Che dire? Io dico che lo Stato per sconfiggere le mafie dovrebbe approfondire molto bene alcune situazioni che in superficie potrebbero apparire marce ed in fondo sono l'argine a vecchie logiche politiche-mafiose. Purtroppo lo Stato ha sentenziato e le sentenze si rispettano anche se non la condivido".
Sin qui la nota del dott. Francesco Giuliano. Da parte nostra preme sottolineare di esserci limitati a riportare quanto contenuto in apposita delibera della terna commissariale pubblicata nell'Albo pretorio del Comune di Ricadi. Non sappiamo a quale "superficialità" si riferisca invece il sig. Francesco Giuliano in merito a come è stata affrontata la "questione Ricadi". Non crediamo di certo possa essere rivolta a noi tale "accusa", avendo anzi il sottoscritto Giuseppe Baglivo sollevato in solitudine pure l'operato della Commissione straordinaria di Ricadi in merito ad esempio al "Caso Calzona" (di cui alleghiamo il link sotto). Non ci pare, altresì, che altri organi dello Stato abbiano trattato la questione Ricadi con "superficialità", atteso fra l'altro che, da ultimo, il Consiglio di Stato ha riconosciuto in sentenza alcuni punti del ricorso dei ricorrenti, fermo restando che ha confermato per molteplici altri motivi (di cui pure abbiamo dato conto) lo scioglimento degli organi elettivi dell'ente per infiltrazioni mafiose. Poi sulle sentenze e la bontà dell'operato degli organi dello Stato ognuno può avere le proprie idee. Ma in uno Stato di diritto la condivisione delle regole, e quindi anche il rispetto delle sentenze sgradite agli amministratori della cosa pubblica, dovrebbe comportare pure inevitabili conseguenze ed assunzioni di responsabilità politiche. Cosa che, al momento (il riferimento non è di certo al sig. Francesco Giuliano), non ci pare stia avvenendo nè a Ricadi, nè in tanti altri Comuni calabresi. (g.b.)
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