'Ndrangheta: estorsione aggravata, assolto a Vibo Valentia Andrea Mantella
Assolto perchè il fatto non sussiste Andrea Mantella, 43 anni, di Vibo Valentia, accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Questa la decisione del Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Lucia Monaco, al termine del processo istruito dalla Dda di Catanzaro contro quello che è ritenuto come una figura di spicco della criminalità organizzata vibonese, un tempo organico al clan Lo Bianco operante nella città di Vibo e poi divenuto autonomo tanto da allearsi con il gruppo dei c.d. “Piscopisani” (“famiglie” Battaglia e Fiorillo di Piscopio).

La vittima delle contestate pretese estorsive di Andrea Mantella (attualmente detenuto per altro) veniva indicato nel titolare di una ditta edile di Maierato, Domenico Ceravolo di Soriano Calabro, il quale secondo le originarie indagini sarebbe stato costretto, con implicite minacce di gravi ritorsioni, a realizzare dei lavori di tamponatura esterna e di intonaco interno nell’azienda agricola di proprietà dei familiari di Mantella sita a Vibo sulla via per Stefanaconi. All'esito dell'istruttoria dibattimentale, le accuse non hanno però trovato conferma tanto che lo stesso pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, ha chiesto l'assoluzione (ai sensi del 530 secondo comma, la vecchia insufficienza di prove) per l'imputato, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Catanzaro.

Secondo l'accusa franata in dibattimento, su un prezzo di “favore” di 10 mila euro ottenuto da Mantella, alla fine l’imprenditore si sarebbe dovuto “accontentare” di soli 2 mila euro. Successivamente, secondo la Dda di Catanzaro e la Squadra Mobile, Andrea Mantella avrebbe costretto l’imprenditore a realizzare pure delle opere in muratura nella villa di Sonia Marsico. In questo caso i lavori, ritenuti estorti con il metodo mafioso, sarebbero consistiti nel ripristino di un muro di contenimento, nella recinzione del perimetro della proprietà e nella gittata di calcestruzzo nel piazzale antistante l’abitazione. Su un prezzo pattuito di 2 mila euro, Mantella avrebbe corrisposto in questo caso all’imprenditore edile 1.500 euro. Così agendo, Andrea Mantella – ad avviso della Dda di Catanzaro e della Squadra Mobile – avrebbe risparmiato sui lavori 8 mila e 500 euro complessivi.
Tutte le accuse non hanno retto al vaglio del Tribunale, anche perchè la presunta parte offesa - sentita in aula durante il processo - non ha confermato le pretese estorsive da parte di Mantella. (g.b.)
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