'Ndrangheta: processo ad Andrea Mantella, parte offesa non conferma accuse
Presunta vittima di estorsione in aula smentisce la tesi accusatoria degli inquirenti. Tribunale Vibo dispone trasmissione verbale udienza alla Dda di Catanzaro
Non ha confermato le accuse nei confronti dell'imputato Andrea Mantella ed il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha disposto - così come chiesto dal pm Camillo Falvo - la trasmissione del verbale d'udienza alla Procura distrettuale di Catanzaro per le valutazioni del caso. E' quanto accaduto stamane al termine dell'esame dell'architetto Domenico Ceravolo di Soriano Calabro, residente a Torino, parte offesa nel processo che vede Andrea Mantella, 44 anni, di Vibo Valentia, imputato del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il teste. Ascoltato in aula, Domenico Ceravolo, titolare di una ditta edile, non ha confermato di essere stato costretto, con implicite minacce di gravi ritorsioni, a realizzare dei lavori di tamponatura esterna e di intonaco interno nell’azienda agricola di proprietà dei familiari di Mantella sita a Vibo sulla via per Stefanaconi. Il teste ha anzi detto di essere stato pagato da Mantella per i lavori eseguiti con 2 mila euro e di non aver proseguito i lavori - pattuiti inizialmente per la somma complessiva di 10 mila euro - sol perchè dopo aver iniziato i primi lavori, la Guardia di Finanza ha sequestrato i beni di Andrea Mantella. Nessun prezzo di "favore", dunque, secondo quanto raccontato in aula dall'imprenditore Domenico Ceravolo, nei confronti di Andrea Mantella. La Squadra Mobile di Catanzaro che ha condotto sul campo le indagini sotto il coordinamento della Dda di Catanzaro, sostiene invece che su un prezzo di “favore” di 10 mila euro ottenuto da Mantella per i lavori, alla fine l’imprenditore si sarebbe dovuto “accontentare” di soli 2 mila euro.

I lavori nel Cosentino. Domenico Ceravolo ha poi negato - come invece ipotizza l'accusa - di essere stato costretto da Andrea Mantella a realizzare nel 2010 dei lavori pure nel Cosentino in casa della fidanzata Sonia Marsico. Tutto regolare, secondo quanto riferito stamane dal teste dinanzi al Tribunale. In questo caso i lavori sarebbero consistiti nel ripristino di un muro di contenimento, nella recinzione del perimetro della proprietà e nella gittata di calcestruzzo nel piazzale antistante l’abitazione. Su un prezzo pattuito di 2 mila euro, l'imprenditore avrebbe ricevuto 1.500 euro. "Non ho ricevuto i 500 euro rimanenti - ha riferito in aula il teste Ceravolo - solo perchè Andrea Mantella è stato poi arrestato ed io mi sono trasferito successivamente a Torino. Sapevo dai giornali - ha concluso l'imprenditore - che Mantella aveva dei trascorsi criminali, ma con me lui non mi ha mai parlato di ciò e si è sempre comportato in maniera educata". Il teste ha quindi disconosciuto alcune frasi del verbale dallo stesso sottoscritto nel 2010 dinanzi ai poliziotti della Squadra Mobile di Catanzaro, mentre su altre specifiche circostanze ha detto di non ricordare.

Prossima udienza. Dopo le domande rivolte al teste dagli avvocati Francesco Catanzaro e Francesco Sabatino, difensori di Andrea Mantella, il Tribunale collegiale presieduto dal giudice Lucia Monaco (a latere i giudici Vincenza Papagno e Giovanna Taricco) ha quindi aggiornato il processo al 10 febbraio prossimo per l'esame del collaboratore di giustizia Samuele Lovato, che per un certo periodo di tempo ha condiviso gli arresti domiciliari con Andrea Mantella nella clinica "Villa Verde" di Donnici, in provincia di Cosenza. Clinica poi finita al centro di una "bufera" giudiziaria.
Andrea Mantella, ritenuto figura di spicco della criminalità organizzata vibonese, è stato già condannato con sentenza definitiva nel processo nato dall'operazione antimafia "Nuova Alba" quale elemento di spicco del clan Lo Bianco operante nella città di Vibo. Successivamente, secondo gli inquirenti, Andrea Mantella avrebbe acquistato una certa autonomia dalla "casa-madre" dei Lo Bianco, tanto da allearsi con il gruppo dei c.d. “Piscopisani” che ruota attorno alle “famiglie” Battaglia, Galati e Fiorillo di Piscopio. (g.b.)
