'Ndrangheta: omicidio Di Leo, gip Vibo convalida arresto di Fortuna
Il gip convalida il fermo, emette un'ordinanza di custodia in carcere e trasferisce atti alla Dda per competenza territoriale in quanto contestate nel delitto le aggravanti mafiose
di GIUSEPPE BAGLIVO
Convalidato il fermo di Francesco Fortuna, 36 anni, di Sant'Onofrio, arrestato ieri nell'ambito di un'inchiesta della Dda di Catanzaro che lo indica come uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Domenico Di Leo, detto "Micu u Catalanu", ucciso nella notte del 12 luglio 2004 da numerosi colpi di kalashnikov e fucili. A convalidare il fermo della Dda è stato il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Anna Rombolà, che ha al contempo emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Francesco Fortuna che resta quindi in carcere. Con l'emissione dell'ordinanza, il giudice si è infine "spogliata" per competenza territoriale e funzionale del caso trasferendo gli atti alla Procura distrettuale di Catanzaro affinchè la stessa riproponga entro 20 giorni una nuova richiesta di misura al competente gip distrettuale di Catanzaro.

Fortuna risponde al gip e respinge le accuse. Interrogato dal gip, Anna Rombolà, assistito dai suoi legali di fiducia, Tiziana Barillaro e Sergio Rotundo, Francesco Fortuna ha risposto a tutte le domande del giudice respingendo le accuse e cercando di contestare la ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti. Spetterà ora al pm della Dda, Camillo Falvo, richiedere al competente gip di Catanzaro l'emissione di una nuova misura di custodia cautelare. Ordinanza che, a differenza del primo fermo, potrebbe interessare anche altri soggetti oltre a Fortuna, tutti a vario titolo coinvolti nell'omicidio di Domenico DI Leo, ritenuto elemento di spicco del clan Bonavota ed eliminato - secondo gli inquirenti - dalle nuove giovani leve della cosca che mal digerivano la presenza sul territorio di un personaggio considerato "scomodo" e capace di fare "ombra" a molti esponenti della storica 'ndrina di Sant'Onofrio.
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