Lo scenario di questo periodo davvero difficile non è dei migliori. Non solo la malattia in molti casi terribile e devastante, ma anche la povertà già presente da tempo in ogni angolo del Sud e che adesso rischia di espandersi a macchia d’olio. Il coronavirus - bisogna dirlo con franchezza - ha già creato in ogni realtà ulteriori sacche di bisogni impellenti, di emarginazione, di vuoti a perdere. Tanti che prima dell’epidemia in qualche modo spesso con lavoretti umili e saltuari riuscivano bene o male, tra sacrifici di ogni genere, a far fronte alle varie esigenze quotidiane, oggi non sanno più a che santi votarsi.

L'altra emergenza. Una condizione che molti vivono in silenzio, mentre altri facendosi forza cercano qualche aiuto. Ed un ruolo fondamentale in questa direzione lo stanno svolgendo in questi giorni le parrocchie, la Caritas, la Croce Rossa, il Banco Alimentare, numerose organizzazioni sociali, tanti anonimi volontari e benefattori e le stesse amministrazioni comunali locali. Da queste postazioni - che più degli altri conoscono i territori e i loro bisogni - stanno arrivando i primi aiuti a chi soffre la triste condizione di chi non riesce più a far quadrare i conti e in certi casi addirittura a far fronte ai primari bisogni di ogni giorno.




La lettera di Sandro Ruotolo. Ma ciò non può bastare. Bene ha fatto, quindi, in queste ore il senatore Sandro Ruotolo a scrivere una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte. “Gentile Presidente, mi rivolgo a Lei – ha scritto Ruotolo - nell’ora più buia per il nostro Paese, per chiederLe di fare presto. C’è una parte del Paese, Napoli e gran parte del Mezzogiorno, che ha fame. Il sottoscritto si è fatto promotore – continua il moto giornalista prestato alla politica - con altri senatori della Repubblica di una interrogazione urgente ai ministri competenti per sollecitare una serie di interventi concreti per quella parte della popolazione che nel lavoro sommerso ha trovato il suo sostentamento economico e che oggi non ha nessuna forma di tutela”.

"Bomba sociale". Per Ruotolo “le notizie che giungono da Palermo con l’assalto organizzato ad un supermercato al grido di “basta stare a casa, non abbiamo soldi per pagare, dobbiamo mangiare”, impongono misure immediate prima che esplodano le proteste sociali che saranno difficili da contenere. Secondo studi recenti, il valore dell’economia irregolare nel Sud del Paese ammonta al 30 per cento del Pil. Bisogna perciò agire subito perché, come afferma il ministro per il Mezzogiorno, Peppe Provenzano, è a rischio la tenuta democratica. Si estenda il reddito di cittadinanza anche a questa categoria di lavoratori invisibili. Servono soldi immediati per mettere il piatto a tavola. Certo, il Coronavirus colpisce tutti – conclude l’esponente politico - ma a pagarne di più i costi sono i poveri e i più poveri. Fate presto”. Un appello forte e chiaro in difesa dei più deboli ai quali bisognerà dare risposte immediate senza se e senza ma. L’unico modo per evitare ulteriori emarginazioni e nuove povertà.

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