Si chiude dopo anni una delle vicende giudiziarie più complesse del Vibonese (NOMI e DETTAGLI)
Il Tribunale di Vibo dichiara estinti i reati contestati a dieci imputati nell’inchiesta sulle società che gestivano importanti strutture turistiche del territorio. Il procedimento si conclude senza una decisione nel merito
Si chiude con una dichiarazione di prescrizione uno dei procedimenti giudiziari più articolati degli ultimi anni nel Vibonese, nato dall'inchiesta sul dissesto di alcune società che hanno operato nel settore turistico e alberghiero della provincia. Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha infatti dichiarato estinti i reati contestati ai dieci imputati coinvolti nel processo per bancarotta fraudolenta, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che si trascinava da tempo.
Al centro dell'inchiesta vi erano le procedure fallimentari che hanno interessato la 501 Hotel Spa, la 501 Hotel Gestione Srl, la Phoenices General Trade Srl e la Onda Verde Mare Srl, società riconducibili in passato alla storica famiglia imprenditoriale dei Mancini e legate alla gestione di strutture ricettive e turistiche molto conosciute nel territorio vibonese.
La sentenza ha dichiarato prescritti i reati contestati a Saverio Maria Mancini, assistito dall'avvocato Giuseppe Di Renzo; Giovanni Mancini, difeso dall'avvocato Antonio Pasqua; Luigi De Paola, rappresentato dagli avvocati Pier Domenico Lombardo e Barra; Teresa Malfarà Sacchini, assistita dagli avvocati Marcello Scarmato e Nazzareno La Tassa; Sergio Casati, difeso dall'avvocato Nicola D'Agostino; Giuseppe Paparatto, rappresentato dagli avvocati Patrizio Cuppari e Domenico Barbalace; Pier Angelo Campi, assistito dall'avvocato Marianna Zampogna; Paolo Silva, difeso dagli avvocati Franco Livera e Cosimo Maria Pricolo; Angelo Sabatino e Isabella Lo Riggio, entrambi rappresentati dall'avvocato Vincenzo Cantafio.
L'attività investigativa era stata svolta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, guidata dal procuratore Camillo Falvo, con il sostituto procuratore Concettina Iannazzo. Gli accertamenti avevano riguardato la gestione economica e finanziaria delle società poi finite in fallimento, con particolare riferimento alle attività riconducibili all'Hotel 501, al Lido degli Aranci di Vibo Valentia e all'Acquapark di Zambrone.
Secondo l'impostazione accusatoria, gli imputati avrebbero avuto diversi ruoli in operazioni ritenute dagli inquirenti idonee a sottrarre risorse finanziarie alle società, contribuendo così al loro dissesto economico. Contestazioni che avevano portato all'apertura del processo e all'esame di una complessa documentazione societaria e contabile.
Tuttavia il Tribunale non è arrivato a una pronuncia sul merito delle accuse. Il procedimento, approdato in aula nel 2023, riguardava infatti fatti risalenti a molti anni prima e il decorso del tempo ha determinato la maturazione dei termini di prescrizione, con conseguente estinzione dei reati contestati.
La decisione mette così la parola fine a una vicenda giudiziaria che per anni ha interessato alcune delle realtà imprenditoriali più note del settore turistico vibonese, chiudendo definitivamente il processo senza una valutazione giudiziale sulla fondatezza delle accuse formulate dalla Procura.
