Il Tribunale federale nazionale decide sulla presunta tentata combine con l'Avellino. La sentenza non arriverà prima di mercoledì. Pugno duro della Figc

Il giorno del giudizio è arrivato. E' infatti in programma in mattinata (con inizio alle ore 10) l'udienza dinnanzi alla sezione disciplinare del Tribunale federale nazionale presieduto da Cesare Mastrocola, ironia della sorte giudice del Tar di Catanzaro tra il 2004 ed il 2009. Sarà lui a giudicare il Catanzaro e l'Avellino nel processo che ruota intorno alla presunta tentata combine del 5 maggio 2013. Quello di oggi è il giorno del dibattimento, non della sentenza, attesa all'inizio della prossima settimana, probabilmente mercoledì.

Presunto illecito sportivo. Avellino e Catanzaro sono stati deferiti per illecito sportivo con tanto di responsabilità diretta visto il coinvolgimento del presidente degli irpini Taccone e dell'ex patron giallorosso Cosentino. Nell'inchiesta risultano coinvolti anche i due direttori sportivi Ortoli (ormai ex) e De Vito, più un ex calciatore giallorosso, Andrea Russotto. Tutto nasce dall'inchiesta denominata Money Gate condotta dalla Guardia di finanza di Palmi che nello scorso mese di maggio ha portato all'arresto dei Giuseppe Cosentino e della figlia Ambra per una serie di reati fiscali. Tra le accuse contestate c'è anche quella di frode sportiva che scaturisce da alcune intercettazioni telefoniche e ambientali dello stesso Cosentino con la moglie, la figlia Ambra, il direttore sportivo Ortoli e un paio di soggetti non identificati. Nelle conversazioni si parta di un presunto accordo tra il Catanzaro e l'Avellino che – secondo l'accusa – si sarebbero messi d'accordo per il pari. Quel match terminò con il successo della squadra irpina e al telefono Cosentino lamenta il mancato accordo.

Le richieste della Procura federale. Gli atti dell'inchiesta penale sono stati quindi trasmessi alla Procura federale che ha aperto un fascicolo e deferito il Catanzaro e l'Avellino per illecito sportivo con tanto di responsabilità diretta. Al termine del dibattimento la Procura della Figc chiederà quindi la retrocessione all'ultimo posto o l'esclusione dai rispettivi campionati di entrambi le squadre.

LEGGI QUI | Il Catanzaro rischia la retrocessione, le intercettazioni che fanno tremare i giallorossi

Il collegio difensivo. A difendere le Aquile saranno ben tre avvocati Nicola Cantafora, Giancarlo Pittelli e Sabrina Rondinelli, storico legale della famiglia Cosentino. L'Avellino è invece difeso da uno dei massimi esperti di diritto sportivo, l'avvocato Eduardo Chiacchio. La difesa punta sulla mancanza di contatti diretti tra chi rappresentava il Catanzaro e chi rappresenta l'Avellino. Il Tribunale federale nazionale è comunque solo il primo grado della giustizia sportiva. Il processo è destinato infatti a proseguire qualsiasi sia la sentenza davanti alla Corte d'appello federale e, poi, eventualmente, dinnanzi al Collegio di garanzia del Coni, una sorta di Corte di Cassazione che potrà esprimersi solo su profili formali e di legittimità.

LEGGI QUI | Money Gate, l'avvocato Grassani: "Ecco perché il Catanzaro rischia la retrocessione"

Il deferimento della Covisoc. Quella di oggi sarà una giornata lunghissima per il Catanzaro. Alle 15 è in fatti in programma sempre al Tribunale nazionale federale l'udienza relativa ad un altro deferimento, quello causato dalla segnalazione della Covisoc in merito ad alcune inadempienze economiche e burocratiche registrate a fine giugno nei giorni immediatamente precedenti al passaggio di proprietà. Qui la penalizzazione appare scontata e le Aquile sperano di cavarsela con un -1 in classifica. Alle 16 la Corte federale d'appello discuterà invece il ricorso per le due giornate di squalifica di Onescu con il Catanzaro che spera in un piccolo sconto.