Narcotraffico, la Cassazione smantella il teorema accusatorio: processo da rifare (NOMI e DETTAGLI)
Annullata con rinvio la sentenza d’appello per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, mettendo seriamente in discussione l’esistenza stessa della struttura gerarchica
Un colpo di scena che ribalta, almeno per il momento, le sorti processuali di quello che era stato descritto come un potente gruppo criminale egemone nel territorio calabrese. La Corte di Cassazione ha pronunciato una sentenza di annullamento con rinvio per il reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, mettendo seriamente in discussione l’esistenza stessa della struttura gerarchica che, secondo l’accusa, operava tra le province di Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria.
I giudici di legittimità, accogliendo in larga parte i ricorsi presentati dai legali degli imputati, hanno ritenuto che le prove raccolte nei primi due gradi di giudizio non fossero sufficienti a dimostrare l'operatività del sodalizio. Rimane in piedi solo la responsabilità per un singolo episodio di cessione, un dettaglio che ridimensiona drasticamente il peso specifico dell'inchiesta.
La cronaca del processo
La vicenda trae origine dalla sentenza del Tribunale di Crotone del marzo 2025, che aveva inflitto pesanti condanne, identificando in Annibale Barilari e Roberto Pagliuso i vertici dell'organizzazione. In appello, la posizione di Pagliuso era stata già ridimensionata da promotore a semplice partecipe, mentre per Barilari era stata confermata la condanna a 22 anni.
Tuttavia, l'udienza del 17 aprile davanti alla Suprema Corte ha cambiato le carte in tavola. Nonostante il Procuratore Generale avesse chiesto il rigetto di tutti i ricorsi, le argomentazioni delle difese — incentrate sulla mancanza di elementi strutturali idonei a configurare l'associazione — hanno convinto i giudici romani. Ora spetterà a una diversa sezione della Corte d’Appello di Catanzaro riesaminare il caso, partendo dal presupposto che il "castello accusatorio" sull'associazione criminale è stato dichiarato fragile.
Le posizioni dei singoli imputati
L'esito del giudizio di legittimità ha ridefinito profondamente il quadro per tutti i soggetti coinvolti:
Annibale Barilari: Per colui che era stato indicato come il promotore assoluto del sodalizio criminale, la Cassazione ha annullato la condanna per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Resta confermata esclusivamente la responsabilità per un singolo episodio di spaccio.
Roberto Pagliuso: Già degradato dal ruolo di vertice in Appello, ha visto l'annullamento della condanna associativa. Anche per lui, la responsabilità penale rimane limitata a un unico episodio di cessione di stupefacenti.
Francesco Martino: Anche per Martino è caduta l'accusa di partecipazione al sodalizio criminale; la Corte ha confermato la responsabilità soltanto per un singolo episodio di spaccio, rinviando il resto alla Corte d'Appello.
Luciano Macrì: La Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto dal Procuratore Generale di Catanzaro, confermando definitivamente l'assoluzione per il delitto associativo già pronunciata in secondo grado.
Giovanni Romano: Confermata la posizione di assoluzione per il delitto associativo, sancendo l'estraneità dell'imputato alle dinamiche del presunto gruppo criminale.
