Diversi i Comuni dove il rapporto mafia-politica è stato "fotografato" nelle inchieste della Dda e nelle note delle forze dell'ordine e sarà ora esaminato pure dal prefetto Casabona

di GIUSEPPE BAGLIVO

Si troverà un quadro particolarmente allarmante sotto il profilo della possibile infiltrazione mafiosa di diversi enti locali, il nuovo prefetto di Vibo Valentia, Carmelo Casabona, insediatosi ieri alla guida dell'Ufficio territoriale di Governo. Una provincia, quella vibonese, che alla luce di alcuni documentati rapporti - non sempre letti con la giusta attenzione – rischia di avere più Comuni in Italia commissariati per infiltrazioni mafiose oppure, nel caso contrario come nella situazione attuale, più Comuni non commissariati ma ugualmente sospettati di legami con ambienti "controindicati".

L’eccezionalità della situazione, del resto, non può sfuggire all’attenzione della Prefettura, proprio in quanto eccezionale, e rapporti delle forze dell'ordine, datati e più recenti, potrebbero essere letti sotto una nuova “luce” dal prefetto Carmelo Casabona che prima ancora di essere un prefetto è stato un poliziotto in prima linea contro la criminalità organizzata e le sue infiltrazioni.

Prefettura Vibo Valentia

Situazione attuale. Alla data odierna, nel Vibonese risultano commissariati per infiltrazioni mafiose i Comuni di Ricadi e di recente anche Nardodipace, sciolto per la seconda volta. Una commissione di accesso agli atti è stata invece nominata per il Comune di Tropea, mentre per quanto riguarda il Comune di Joppolo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose non è stato confermato dal Tar del Lazio e pende ricorso del Ministero dell'Interno al Consiglio di Stato. Per i precedenti organi elettivi del Comune di Limbadi, invece, il Ministero dell'Interno non ha accolto la proposta di scioglimento per infiltrazioni mafiose proveniente dalla Prefettura di Vibo così come per gli attuali organi elettivi del Comune di Serra San Bruno.

Nicotera-municipio

Comune di Nicotera. Già sciolto due volte negli scorsi anni per infiltrazioni mafiose, era stato il prefetto Giovanni Bruno nel marzo 2014 a notiziare la Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Rosy Bindi, sul fatto che la Prefettura di Vibo Valentia era pronta a richiedere al Ministero dell'Interno l'ok per l'invio di una commissione di accesso agli atti. Da allora, però, non si è saputo più nulla e di commissioni di accesso nel Comune di Nicotera, ad oggi, non se ne sono viste.

mongiana

Comune di Mongiana. In tale ente locale nel maggio 2014 sono stati eletti consiglieri comunali tre amministratori uscenti – l’ex sindaco Rosamaria Rullo, l’ex vicesindaco Domenico Pisano e l’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Campese - dichiarati “incandidabili” in primo grado dal Tribunale civile di Vibo poiché ritenuti responsabili dello scioglimento degli organi elettivi del Comune per infiltrazioni mafiose. In sede d’appello, i giudici di Catanzaro hanno invece deciso che i tre ex amministratori hanno già scontato il turno elettorale di incandidabilità non presentandosi in altre elezioni amministrative di Comuni della Calabria diversi dal proprio. Tale interpretazione della norma è stata però “bocciata” dalla Cassazione chiamata a pronunciarsi per il Comune di Nardodipace. La Suprema Corte ha infatti stabilito che la norma va interpretata nel senso che il turno di incandidabilità per gli amministratori ritenuti responsabili dello scioglimento per mafia del Comune deve essere scontato sia nel primo turno elettorale riguardante le amministrative del proprio Comune e sia nel primo turno delle elezioni provinciali e regionali. Stando così le cose, la Cassazione non potrà che adottare un analogo provvedimento pure per il Comune di Mongiana dove pende un ricorso del Ministero dell'Interno anche avverso tutti gli ex amministratori  (fra cui alcuni, sindaco attuale compreso, rieletti) ritenuti invece candidabili in primo grado. Da ricordare, inoltre, che in sede amministrativa, il precedente scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune è stato confermato in via definitiva e fra i ricorrenti avverso lo scioglimento dell'ente vi erano pure alcuni degli attuali amministratori rieletti nel maggio 2014.

san calogero

Comune di San Calogero. Discorso analogo a Mongiana anche per il Comune di San Calogero dove il Tribunale di Vibo Valentia ha ritenuto candidabile l'attuale sindaco Nicola Brosio ed altri amministratori della precedente consiliatura sulla scorta di un'interpretazione della norma (turno di incandidabilità già scontato con le elezioni regionali del novembre 2014) “bocciata” dalla Cassazione nel caso di Nardodipace. In sede amministrativa, invece, il precedente scioglimento degli organi elettivi del Comune (anche in quel caso l'amministrazione era guidata dall'attuale sindaco) è stato confermato dal Tar del Lazio e pende un ricorso dinanzi al Consiglio di Stato.

comune-briatico-carabinieri

Comune di Briatico. In tale Comune nel maggio 2014 è stata presentata una sola lista ed è stato invece eletto sindaco Andrea Niglia (che è anche l'attuale presidente della Provincia da settembre 2014), già primo cittadino dal 2005 al 2010, sul quale pende un ricorso del Ministero dell’Interno in sede di Cassazione che ne chiede l’incandidabilità. Nella lista unica è stato inoltre eletto consigliere comunale Costantino Massara, ex sindaco di Briatico la cui amministrazione è stata sciolta nel 2003 per infiltrazioni mafiose. Successivamente, Costantino Massara è stato nominato assessore, incarico che ricopre attualmente.

Comune di Sorianello. E' l’inchiesta “Luce nei boschi” a raccontare di presunti legami fra rieletti politici locali di maggioranza e defunti boss delle Serre.

Comuni di Filandari e San Gregorio d'Ippona. Se in passato era stata l’inchiesta antidroga “Overloading” a far menzione di amministratori riconfermati il 25 maggio 2014 al Comune di Filandari, anche a San Gregorio d’Ippona potrebbero ritornare attuali gli atti della storica inchiesta “Rima” contro il clan Fiarè-Razionale che nel 2007 portò, fra l’altro, anche allo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’amministrazione allora guidata da Pasquale Farfaglia, candidato a sindaco uscito sconfitto nelle elezioni del 25 maggio 2014 e dimissionario dal Consiglio comunale dal giugno 2014. Il 27 maggio 2014, inoltre, la Dia ha notificato un provvedimento di sequestro di un immobile pure al sindaco attuale di San Gregorio d'Ippona, Michele Pannia, nell’ambito di un’inchiesta su presunte attività illecite del boss Saverio Razionale. Nell'ottobre scorso, inoltre, la Dia di Roma e Catanzaro ha confiscato l'appartamento di San Gregorio d’Ippona dimora della famiglia Razionale, intestato fittiziamente, ad avviso degli investigatori, alla famiglia dell’attuale sindaco del Comune di San Gregorio, Michele Pannia.

comune-limbadi

Comune di Limbadi. E' un rapporto dei carabinieri a “fotografare” sia i candidati di maggioranza, quanto quelli di opposizione ed entrambe le liste contendenti, ad avviso dei militari dell'Arma, hanno presentato alcuni candidati segnalati per rapporti di frequentazione ed altro con ambienti “contro-indicati”.

Comune di Zambrone e Comune di Rombiolo. Nel primo caso è un componente della giunta comunale ad aver attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e degli organi dello Stato deputati al controllo sugli enti locali (Prefettura in primis). Il padre di tale componente della giunta è stato infatti processato e definitivamente condannato per associazione mafiosa nel processo “Dinasty” contro il clan Mancuso. Nel secondo caso è invece un'informativa dei carabinieri del Ros di Catanzaro, finita negli atti delle inchieste “Purgatorio” e “Black money”, a delineare le “cointeressenze economiche” di un consigliere comunale di opposizione con il fratello, quest'ultimo con diversi precedenti penali (stupefacenti ed altro) e ritenuto vicino ad un esponente di spicco della “famiglia” Mancuso di Limbadi.

Comune Vibo Valentia

Comune di Vibo Valentia e Provincia di Vibo Valentia. Non mancano infine i riferimenti contenuti in diverse inchieste antimafia per alcuni degli attuali consiglieri comunali - o loro stretti congiunti - della città capoluogo, tanto di maggioranza, quanto di minoranza. Discorso simile, pure per la Provincia di Vibo Valentia, atteso che con la nuova riforma elettorale i consiglieri provinciali eletti nel settembre 2014 sono anche consiglieri o amministratori dei rispettivi Comuni. In diversi casi si tratta degli stessi Comuni in cui gli amministratori o i consiglieri sono già emersi in alcune inchieste antimafia.

Questo il “quadro” delle criticità più evidenti. Non è tuttavia escluso che l’attenzione degli organismi deputati al controllo sugli enti locali si sposti anche su altri Comuni del Vibonese.

Oltre a quelli citati, in passato in provincia di Vibo Valentia sono stati commissariati per infiltrazioni mafiose i Comuni di Limbadi, Stefanaconi, San Gregorio d'Ippona, Sant'Onofrio, Parghelia, Nicotera, Fabrizia, Mileto, Soriano Calabro. Non è sfuggita al commissariamento per infiltrazioni mafiose neppure la locale Azienda sanitaria provinciale.

Comune San Calogero: infiltrazioni mafiose, Consiglio di Stato conferma Tar (LEGGI QUI)

‘Ndrangheta: Comune Tropea, prorogata Commissione d’accesso agli atti (LEGGI QUI)