Un "appello alle persone per bene" della città di Vibo. Questo l'obiettivo di Gilberto Floriani, ex direttore del Sistema bibliotecario vibonese. "Gli operatori e i volontari del Sbv - scrive in un pubblico post sui social - sono convinti che le attività che quotidianamente portano avanti parlino per loro e che siano largamente apprezzate dalla stragrande maggioranza dei cittadini vibonesi e della provincia. Non possono però ignorare che è in atto un tentativo del capogruppo del PD, e anche del suo silente partito, che con la scusa di interrogare il Comune, vuole danneggiare una grande realtà culturale che solo bene ha portato alla città nel corso degli anni".

Il riferimento, esplicito, è all'interrogazione del capogruppo del Pd Stefano Luciano (ne abbiamo parlato QUI) che dopo non aver ricevuto una risposta a causa dell'assenza dell'assessore ha sbottato: “Il sindaco e il suo delegato si sottraggono al confronto su legalità e trasparenzaCosa avete da nascondere sul Sistema bibliotecario, cosa avete da nascondere – ha tuonato Luciano – in merito ai rapporti economici tra Comune e il Sbv, in merito alle nomine che vengono fatte da padre a figlio rispetto alle quali si chiede che venga fatta trasparenza?”.

L'interrogazione - che non è andata per niente giù al Sistema bibliotecario vibonese da agosto diretto dal figlio di Floriani, Emilio - verrà discussa nel prossimo Consiglio comunale. Da qui l'iniziativa: "Per reagire democraticamente a queste strumentalizzazioni gli operatori e i volontari del Sistema intendono essere presenti ai lavori del Consiglio comunale quando si discuterà l'interrogazione del capogruppo del Pd. Invitano tutti coloro che li seguono, che usufruiscono dei loro servizi, che li apprezzano, a partecipare con loro tra il pubblico. Sara una presenza silenziosa, ci si riserva solo di distribuire materiali informativi".

"La questione che ho posto nell'esercizio della mia funzione di consigliere non può essere personalizzata come intende fare Gilberto Floriani" ha risposto lo stesso Luciano, questa mattina, sulle colonne della Gazzetta del Sud, ricordando l'interrogazione del 3 settembre 2019 a cui "aveva risposto l'assessore evidenziando che il Sbv non paga il canone concessorio pari a soli 15 mila euro annui". Ma non solo: al centro dell'attenzione anche la nomina a direttore di Emilio Floriani per cui "mi ponevo il problema di capire, sempre con una interrogazione, se tale nomina fosse regolare tenuto conto che certe opportunità devono essere garantite a tutti negli enti pubblici e non soltanto ai figli, ai generi, ai nipoti, alle mogli di chi in quegli enti ricopre cariche di potere". "Ho fatto soltanto il mio dovere di consigliere comunale. Voglio evidenziare - conclude Luciano - che l'attacco personale e intimidatorio che ho subito da Floriani non fermerà la mia voglia di andare avanti per adempiere ai miei doveri di politico che lavora non per sé stesso ma per il bene collettivo".

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