Vibo, assalto alle istituzioni: «Il prossimo sarai tu», minaccia shock all'assessore Talarico
Lettera consegnata a mano negli uffici comunali. È l'ultimo tassello di una scia di violenza senza sosta: tra auto bruciate, spari e aggressioni a bastonate, il Comune finisce sotto assedio

A Vibo Valentia non si spara più solo nell'ombra della notte, ma si entra direttamente nel cuore del potere cittadino per recapitare minacce. L'ultimo bersaglio di questa spaventosa offensiva è l'assessore al Personale e al Contenzioso, Marco Talarico, destinatario di una lettera e di un messaggio che non lascia spazio a interpretazioni: «Il prossimo sarai tu!».
La gravità dell'episodio risiede nelle modalità di consegna: la busta non è passata per i canali postali, ma sarebbe stata depositata a mano direttamente negli uffici comunali. Un dettaglio inquietante che ha fatto scattare l'allerta massima. La stanza dell'assessore è stata immediatamente isolata dai poliziotti della Scientifica, che hanno setacciato l'area a caccia di impronte digitali o frammenti di DNA, mentre Talarico è stato ascoltato a lungo in Questura. Il quesito che tormenta gli inquirenti è uno solo: com'è possibile che un ignoto latore di minacce possa muoversi indisturbato nei corridoi di Palazzo Luigi Razza?
La minaccia a Talarico non è un fulmine a ciel sereno, ma l'ennesimo anello di una catena di violenza che sta decimando la serenità dell'amministrazione vibonese. La memoria torna subito ai precedenti, uno più grave dell’altro: prima l'incendio dell'auto della dirigente agli Affari Finanziari, Claudia Santoro, poi le pistolettate contro la vettura e l'abitazione del presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello, e, per ultimo, la brutale imboscata a colpi di bastone contro il dirigente dell’Urbanistica, Andrea Nocita, aggredito nel sottopasso della stazione.
Oggi il livello dello scontro si alza ancora. Se prima si colpivano i beni o si agiva per strada, ora la sfida è frontale, fisica, e avviene dentro le mura dell'istituzione. Negli uffici comunali si respira un'aria di aperta paura: la sensazione diffusa è che una "regia" occulta stia alzando sistematicamente il tiro per paralizzare l’attività amministrativa, colpendo in modo chirurgico i gangli vitali dell'ente. La politica vibonese è chiamata a fare muro, ma il clima di isolamento e tensione rende la sfida ogni giorno più difficile.
