’Ndrangheta, affiliazioni e doti svelate dal pentito (NOMI e DETTAGLI)
Nel verbale reso alla Direzione distrettuale antimafia, il collaboratore di giustizia ricostruisce presunti assetti interni, gerarchie e contrasti nella riorganizzazione del Locale
Nuovi dettagli emergono dall'inchiesta Hydra, il procedimento della Direzione distrettuale antimafia di Milano che ipotizza l'esistenza di una rete mafiosa operante in Lombardia. Nel verbale del 16 febbraio 2026, il collaboratore di giustizia Francesco Bellusci ha illustrato ai magistrati Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane quella che, secondo il suo racconto, sarebbe stata l'organizzazione interna del presunto Locale di Legnano, descrivendone gerarchie, affiliazioni e dinamiche decisionali.
Secondo Bellusci, uno dei protagonisti della vicenda sarebbe stato Massimo Rosi, che avrebbe manifestato l'intenzione di ricostituire il Locale di Legnano assumendone la guida. Il collaboratore ha riferito di aver conosciuto Pasquale Rienzi, detto "Paki", proprio attraverso Rosi e di aver partecipato a diversi incontri durante i quali sarebbe stato discusso il progetto di riorganizzazione.
Il ruolo dei "veterani"
Nel verbale Bellusci sostiene che il progetto di Rosi avrebbe incontrato la resistenza di alcuni esponenti indicati come i "veterani" della struttura. Il collaboratore racconta di una riunione svoltasi in una carrozzeria di Legnano, alla presenza, tra gli altri, di Rocco Barletta, Armando Le Rose e Tony Esposito, nel corso della quale lui e Giacomo Cristello sarebbero stati rimproverati per aver sostenuto il piano di Rosi.
Secondo il suo racconto, in quell'occasione sarebbe stato ribadito che gli equilibri interni non dovevano essere modificati e che il progetto di Rosi non avrebbe avuto seguito. Bellusci aggiunge che, pur non essendo presente all'incontro, Rienzi ne sarebbe stato pienamente informato e avrebbe successivamente confermato quella linea.
La "carta bianca" e il summit del 2021
Tra i passaggi ritenuti più significativi dal collaboratore figura quello precedente al summit del maggio 2021 a Cassano Magnago. Bellusci afferma di avere ricevuto da Rienzi una sorta di "carta bianca" per assumere decisioni ritenute utili agli interessi del Locale di Legnano, anche sotto il profilo economico.
Sempre secondo il collaboratore, dopo il summit avrebbe informato Rienzi del presunto ingresso del Locale di Legnano nell'associazione oggetto dell'indagine Hydra, ricevendo il suo assenso rispetto alle scelte compiute.
Affiliazioni, doti e presunti rapporti criminali
Ampio spazio è dedicato anche al tema delle affiliazioni. Bellusci riferisce di una presunta nuova affiliazione di Filippo Sergi che, a suo dire, sarebbe avvenuta senza informare Rienzi. Il collaboratore sostiene inoltre di avere appreso che la prima "dote" sarebbe stata conferita a Sergi da Vincenzo Rispoli e colloca Sergi tra i presunti riferimenti dell'organizzazione nell'area di Samarate.
Nel verbale vengono richiamati anche presunti rapporti tra Sergi e Cristello nel traffico di sostanze stupefacenti, con cessioni di cocaina. Si tratta, tuttavia, di dichiarazioni rese dal collaboratore e inserite nel fascicolo processuale, che dovranno essere riscontrate nel corso del procedimento.
Le dichiarazioni di Bellusci rappresentano uno degli elementi acquisiti nell'ambito del processo Hydra e costituiscono la ricostruzione fornita dal collaboratore di giustizia. Le posizioni delle persone coinvolte sono al vaglio dell'autorità giudiziaria e, nei loro confronti, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
