Estorsioni, appalti e riciclaggio: il sistema criminale della 'ndrangheta si rigenera nel tempo
Dopo l’operazione “Clean Money” colpiti 22 affiliati, ma gli inquirenti: struttura ancora resiliente
Un radicamento costruito negli anni Ottanta, rafforzato da alleanze con gruppi criminali del Crotonese e progressivamente evoluto in un sistema di controllo del territorio e degli affari. È questo il quadro ricostruito dalle indagini sul gruppo dei Gaglianesi, realtà criminale che nel tempo ha consolidato la propria presenza in diversi quartieri della città.
Nel corso degli anni, nonostante arresti e operazioni di polizia già a partire dagli anni Novanta avessero colpito duramente l’organizzazione, il gruppo avrebbe mostrato una capacità di rigenerazione interna. Un nuovo impulso repressivo è arrivato nel febbraio 2025 con l’operazione “Clean Money”, che ha portato a 22 arresti e allo smantellamento di una parte della rete.
Secondo gli investigatori, il sistema criminale si reggerebbe su un modello basato su estorsioni sistematiche a danno di imprenditori locali, costretti a rivolgersi a ditte indicate e a sottostare a dinamiche di controllo economico e territoriale, anche attraverso forme di intimidazione diffuse.
Le indagini hanno inoltre evidenziato una struttura articolata in gruppi locali, con una dirigenza e referenti territoriali e una rete di rapporti estesa anche fuori regione, utilizzata per attività di riciclaggio e gestione di società fittizie.
Nonostante i colpi inferti dalle operazioni giudiziarie, gli inquirenti sottolineano come la struttura continui a mostrare elementi di resilienza organizzativa, adattandosi nel tempo e diversificando le proprie attività illecite.
