Una struttura nuova, costruita appositamente, che possa contenere tra i 1000 e i 1500 alunni. È questa, secondo il presidente della Provincia di Vibo Salvatore Solano, l'unica soluzione per risolvere il problema atavico delle strutture scolastiche nel capoluogo vibonese. "Basterebbe che il Governo o la Regione ci aiutassero con circa 3 milioni di euro, i terreni ci sono già - spiega Solano - sarebbe una soluzione non immediata ma in funzione da un anno all’altro. Altrimenti non riusciamo a risolvere il problema in modo definitivo: se lo risolviamo quest'anno rischiamo di non risolverlo l'anno prossimo. È sempre un rinviare, ma i problemi rimangono. L'unica soluzione è costruire una struttura ex novo". Sottolineando, inoltre, che una parte di quella somma si potrebbe ottenere dai vari fondi che arrivano ogni anno per l'adeguamento delle strutture esistenti.

Mancano le aule (anche se non ci fosse il Coronavirus). Il problema attuale, però, rimane. Perchè tra meno di due mesi inizierà un nuovo anno scolastico e le due scuole più grandi della città, il Liceo Scientifico e il Liceo Vito Capialbi (ex Magistrale), non sanno ancora quali strutture avranno a disposizione. La questione si pone ancor prima di dover affrontare l'emergenza Coronavirus e il relativo distanziamento sociale tra studenti: attualmente, soprattutto con Palazzo Soriano (la sede "nuova" dello Scientifico) ancora nel limbo, mancano ai due istituti le aule dove mettere i ragazzi. Anche volendo fare una turnazione con metà studenti della classe in presenza e metà a distanza, infatti, non ci sarebbero aule a sufficienza.

Scuole di serie A e di serie B. Secondo il dirigente Antonello Scalamandrè, preside del liceo Vito Capialbi, una soluzione potrebbe essere quella di riorganizzare le sedi delle varie scuole: “È compito della politica - ha affermato - quello di riorganizzare, in base al numero di studenti, gli istituti scolastici”. Aggiungendo: "Per le scuole di Vibo, se ben dislocate e riallocate, sarebbero sufficienti le sedi esistenti, risparmiando anche la cospicua spesa per l'affitto di Palazzo Soriano. D'altra parte il Liceo Capialbi ha rinunciato alle aule di Palazzo Nicoletta facendo risparmiare 140mila euro alla Provincia, proprio nella prospettiva di contribuire al risanamento dell'Ente e con la convinzione che la promessa di reperire le aule mancanti sarebbe stata facilmente mantenuta, considerata la sovrabbondanza di aule di altre scuole vibonesi". La paura che viene lasciata sottintesa, e che nessuno vuole esplicitare, è che ci siano scuole di serie A e scuole di serie B. Ovvero scuole che hanno abbondanti spazi e altre che devo stringersi e rinunciare a laboratori o altri ambienti didattici. Gli stessi laboratori che alcuni istituti costruiscono senza autorizzazione - come ha anche confermato un tecnico della Provincia - occupando spazi di cui in questo momento si ha strettamente bisogno. Dando vita al paradosso in cui alcune scuole, con sole 18 classi, restano in una struttura identica a quella in cui si trova un'altra scuola che - negli stessi metri quadri - ne deve sistemare 49.

Il tempo scorre e servono soluzioni concrete. Il presidente Solano nega però questa ricostruzione, in quanto, sostiene, gli spazi liberi presenti verranno comunque occupati per rispettare la normativa Covid. Nel frattempo nei giorni scorsi i tecnici della Provincia hanno iniziato ad effettuare vari sopralluoghi per capire se e quanti spazi rimangono effettivamente inutilizzati all'interno dei vari istituti. Il ministero dell'Istruzione ha infatti chiesto agli Enti provinciali di trovare altre strutture e spazi esterni per sostenere in ogni modo possibile la riapertura delle scuole a settembre. Vibo è piena di palazzi di proprietà pubblica - si pensi a Palazzo Gagliardi o all'immobile ex Inapli - che potrebbero essere utilizzati per affrontare l'emergenza. Il tempo però continua a scorrere e l'inizio dell'anno scolastico si avvicina sempre di più, con ancora la scottante questione Palazzo Soriano da risolvere. Mercoledì prossimo ci sarà un nuovo incontro tra la Provincia e i presidi del Vibonese: inizieranno ad arrivare risultati concreti?

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