Vibo, allarme rosso di Scientifico ed ex Magistrale: "Rischiamo di non poter aprire"
Su una cosa sembrano essere tutti d'accordo: il Coronavirus ha portato a galla, a Vibo Valentia, la mancanza di programmazione scolastica. E i risultati si vedono. Anche l'incontro di questa mattina al Liceo Scientifico per la questione Palazzo Soriano si è risolto nell'ennesimo rinvio, servito solo a mettere nero su bianco la proposta della proprietà - stesse condizioni economiche dello scorso anno ma contratto di affitto per sei anni - e per dare un ultimatum alla Provincia: entro il 31 luglio o consegnano le chiavi o si firma il contratto. Per capire l'entità della questione, stiamo parlando di una struttura che ospita circa 750 alunni insieme a vari laboratori, palestra e aula magna. A cui si aggiungono oltre cento studenti che il liceo Vito Capialbi, ex Magistrale, ha all'interno del Liceo Scientifico (dove non potrebbero più stare se l'istituto perdesse Palazzo Soriano).
Quale futuro per lo Scientifico e il Vito Capialbi? Un problema andato avanti per anni - quello della programmazione scolastica - e che adesso, in piena emergenza sanitaria, presenta il conto: la dirigente del Liceo Scientifico Caterina Calabrese si è detta "davvero preoccupata" per l'avvio dell'anno scolastico e ha dichiarato di essere pronta, se non si troverà una soluzione, a consegnare le chiavi dell'istituto al prefetto. Stessa situazione per l'altra grande scuola del Vibonese: l'ex Magistrale, ora liceo Vito Capialbi. Il dirigente Antonello Scalamandrè si trova a dover gestire, da settembre, un aumento delle classi e la presenza di studenti in tre diverse strutture: oltre alla sede centrale lo scorso anno gli sono state assegnate 6 classi allo Scientifico e 8 alla Ragioneria, dopo aver dovuto rinunciare a Palazzo Nicoletta perchè la Provincia non poteva permettersi i 140mila euro di affitto. “Non sappiamo dove saremo a settembre - ha dichiarato il dirigente Scalamandrè - e se non ci danno garanzie non potremo aprire”.
Il silenzio della politica. Nel frattempo la politica è assente a tutti i livelli. In ambito regionale manca ancora un calendario scolastico, che solitamente viene deciso verso marzo/aprile. La situazione è certamente straordinaria, ma molte altre Regioni hanno già stabilito il calendario di inizio e fine delle attività scolastiche. Gli USR (ufficio scolastico regionale) di altri regioni sono inoltre venuti in soccorso delle scuole, fornendo delle linee guida per sistemare le aule alla luce delle indicazioni ministeriali. Niente dalla Regione Calabria invece, con i presidi costretti ad affidarsi ai modelli predisposti dal Veneto o dall’Emilia Romagna. A livello nazionale, poi, silenzio assoluto. Sono molti i rappresentanti vibonesi che siedono in Parlamento, sia nella maggioranza che nell'opposizione, ma ad oggi nessuno ha trovato un momento per occuparsi di una questione fondamentale: quasi ottocento studenti vicini allo sfratto e le due più grandi scuole di Vibo che denunciano il rischio di non poter iniziare l'anno scolastico. Eppure la scorsa estate, in una situazione meno critica, erano stati in diversi - anche a livello locale - ad interessarsi del problema.
Le possibili soluzioni per 2700 studenti. Intanto, tra silenzi e rinvii, la sede nuova del Liceo Scientifico è a un passo dallo sfratto: il proprietario è disposto a concedere un canone di locazione sotto il valore di mercato - in quanto l'ultimo piano, circa 850 mq, verrebbe pagato solo 2mila euro al mese - ma chiede in cambio un contratto di 6 anni. Dall'altra parte, però, la Provincia aspetta l'approvazione del bilancio in mancanza della quale non può stipulare contratti pluriennali, anche se l'intenzione futura rimane quella di acquistare lo stabile. Quindi dove mettere gli studenti? L'indirizzo politico della Provincia è quello di non far spostare le scuole dalle proprie sedi, anche se secondo qualcuno la riorganizzazione degli istituti sarebbe una scelta coraggiosa ma necessaria per risolvere il problema. I dirigenti Calabrese e Scalamandrè stanno valutando l'ipotesi di far studiare, a turno, metà studenti in presenza e metà in contemporanea a distanza: "Ma senza sapere se avremo o meno Palazzo Soriano non posso fare ragionamenti" sottolinea sconfortata Caterina Calabrese, ribadendo il rischio di non poter aprire la scuola. Una turnazione degli studenti tra mattina e pomeriggio è un'ipotesi ampiamente scartata, in assenza di appositi collegamenti verso i vari comuni della Provincia. Si potrebbero utilizzare, almeno per il periodo emergenziale, alcuni edifici non pienamente sfruttati come Palazzo Gagliardi. O chiedere alla Protezione Civile delle strutture esterne. Siamo però a metà luglio, già in estremo ritardo: senza scelte coraggiose da parte della Provincia, senza l'intervento del prefetto, e con la politica locale, regionale e nazionale completamente silente, il rischio sempre più concreto è che più di 2700 giovani del Vibonese si troveranno presto senza un posto dove poter studiare.
