"Buon compleanno Jole". Ha esordito così il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, nella manifestazione di questa mattina per l'intitolazione della Cittadella regionale alla compianta presidente, scomparsa prematuramente il 15 ottobre scorso. La sede degli uffici regionali, da oggi, si chiamerà quindi "Cittadella Jole Santelli". "Oggi è il compleanno di Jole (avrebbe compiuto 52 anni, ndr) - ha affermato Spirlì - oggi avremmo dovuto festeggiare in altro modo, insieme a lei, spegnendo le solite candeline. Questa giornata non poteva passare senza che ci fosse un regalo della sua Calabria al politico che più di tutti ha segnato un passaggio nuovo nel linguaggio, nell'approccio, nel disegno politico e nei risultati".

"Non si può dire una parola negativa su Jole". Una conferenza in cui Nino Spirlì ha spesso parlato della Santelli anche al presente, e in cui si è notata l'assenza dell'assessore De Caprio - alias "Capitano Ultimo" - che "al momento è fuori regione, ma ci sta seguendo da lontano". Jole Santelli "è e resta - continua Spirlì - il politico su cui non si possa dire mai una parola negativa". Riprendendo anche le parole di Nicola Gratteri che circa un mese fa ha dichiarato "non è mai è uscito il suo nome, mai mafiosi o faccendieri parlavano di lei: era una persona onesta" (ne abbiamo parlato QUI).

Santelli "molto felice di questa scelta". "Non è mai stata una fantasiosa e basta - ha detto ancora il presidente Spirlì - è stata lungimirante e pragmatica, sapeva perfettamente dov'erano necessari i miracoli, le piccole magie, e sapeva anche come ottenerli. Ha seminato il grano buono e abbiamo anche il piacere di vederne già i frutti. Lei era l'ultima a uscire di notte da questo palazzo, e continuava anche nel viaggio verso casa e anche a casa. Ha continuato a lavorare fino all'ultima sera". "Volevamo che questa cittadella regionale nuova, disponibile, generosa, di buon senso, rimanesse per sempre la casa di Jole. Sono convinto - ha concluso Spirlì - che lei sia molto felice di questa decisione alla quale non si sarebbe potuto rinunciare, perchè così è stato deciso dai calabresi".