“Molte persone capaci non scenderanno in Calabria per non azzerare una carriera brillante per un anno di commissariamento. Il rischio è grosso perché c’è la possibilità di scegliersi 25 collaboratori nelle Asp, anche quelle sciolte per mafia. Lì c’è gente che è entrata come portinaio ed ora è dirigente”. Così Nicola Gratteri, ospite di Fabio Floris nella trasmissione Di Martedì.

Ndrangheta e sanità. “Nella sanità  - ha proseguito Gratteri - girano molti soldi, circa il 75% del bilancio di una Regione. Chi ha potere gestisce pacchetti di voti. Negli ultimi anni vediamo che molti candidati vanno a chiedere consenso alla ndrangheta che è più credibile sul territorio”. Questo circolo come si interrompe? “È un problema giudiziario, di istruzione e di cultura”.

Tallini e i clan. “I Grande Aracri sono una famiglia di ‘ndrangheta di serie A. L’indagine è nata nel 2014. Questa richiesta di misura cautelare era ferma al gip da quasi un anno. Era uno dei tanti fascicoli parcheggiati”.

Caso Morra-Santelli. “Ho conosciuto Jole Santelli nel 1994. Ho fatto centinaia di intercettazioni. Mai è uscito il suo nome, mai mafiosi o faccendieri parlavano di lei. Era una persona onesta. Morra non avrebbe dovuto pronunciarsi in quel modo, ma è una persona che crede nella lotta al malaffare. Ovviamente, non è uomo di mediazione”.