Nel Pd vibonese lo scontro continua a colpi di... assenze
Il Partito Democratico vibonese continua a essere diviso ma i "ribelli", per ora, prendono tempo. L'assemblea provinciale che si è tenuta in modalità virtuale nel tardo pomeriggio di ieri, dopo che nei giorni scorsi 27 circoli si sono scagliati contro il partito, è stata infatti relativamente tranquilla. Il motivo? Il gruppo dei "dissidenti", tra cui rientrano anche tre sindaci, semplicemente non si è presentato. Stessa scelta anche del capogruppo nel Consiglio comunale di Vibo Stefano Luciano e di Bruno Censore. Presenti il segretario provinciale Vincenzo Insardà - che ha ricevuto anche qualche "lode", ma viste le numerose assenze era difficile che emergesse il forte dissenso che negli ultimi giorni sta dividendo il partito - il candidato alla presidenza della Regione Nicola Irto e anche il segretario regionale Stefano Graziano, che si è espresso a sostegno dell'attuale federazione provinciale.
La necessità che è emersa, nonostante tutto, è stata quella di lavorare sul territorio evitando di concentrarsi solo ed esclusivamente sulle elezioni regionali. Con una richiesta che da mesi sembra ormai essere sempre la stessa: celebrare i congressi. Ma sembra essere ancora un traguardo lontano. La riorganizzazione del partito è stata comunque al centro di alcuni interventi, tra cui quello dell’ex consigliere regionale Michelangelo Mirabello. Critico il coordinatore cittadino Francesco Colelli, che sembra si sia detto scontento dell'attuale impostazione del partito da quando si è insediato Enrico Letta, dopo le dimissioni da segretario di Nicola Zingaretti.
Presenti tra gli altri, infine, anche il parlamentare Antonio Viscomi, che non sarebbe entrato in nessuna polemica, e il consigliere regionale uscente Luigi Tassone, che è sembrato schierato dalla parte dell'attuale segreteria provinciale guidata da Vincenzo Insardà. (a.s.)
(foto di repertorio)
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