Dipendenti assenteisti in Calabria: undici rinvii a giudizio (NOMI)
Il gup di Catanzaro dispone il giudizio per alcuni autisti della società di trasporto pubblico accusati di essersi allontanati dal servizio senza registrare le assenze
Sarà il dibattimento a chiarire le responsabilità degli undici dipendenti dell’Amc coinvolti nell’inchiesta che ha acceso i riflettori sulla gestione delle presenze all’interno della società che gestisce il trasporto pubblico urbano di Catanzaro. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro ha infatti disposto il rinvio a giudizio degli imputati chiamati a rispondere, a vario titolo, delle accuse di truffa e peculato.
L’indagine, coordinata dalla Procura del capoluogo, riguarda presunti episodi di allontanamento dal luogo di lavoro senza la necessaria registrazione attraverso i sistemi di rilevazione delle presenze. Secondo l’impostazione accusatoria, tali condotte avrebbero consentito ai dipendenti coinvolti di percepire compensi non dovuti, provocando al contempo un danno economico alla società partecipata.
Nel corso dell’udienza preliminare, i difensori degli imputati avevano chiesto il proscioglimento evidenziando, in alcuni casi, la restituzione delle somme contestate e, in altri, la documentazione ritenuta idonea a dimostrare la regolare presenza in servizio. Le richieste non sono state accolte e il procedimento proseguirà davanti al tribunale collegiale. Né l’Amc né il Comune di Catanzaro, indicati come soggetti danneggiati dall’inchiesta, hanno scelto di costituirsi parte civile.
Tra gli episodi contestati figura anche una presunta utilizzazione impropria di un mezzo aziendale. Uno degli imputati, dipendente incaricato di pubblico servizio, dovrà rispondere dell’accusa di peculato per avere, secondo la Procura, impiegato ripetutamente un veicolo dell’azienda per esigenze personali anziché per attività connesse al servizio. Gli investigatori contestano numerosi utilizzi del mezzo in un arco temporale di circa un mese.
Le contestazioni relative alla truffa riguardano invece presunte assenze non registrate mediante badge o altri strumenti di controllo previsti dall’azienda. Gli inquirenti sostengono che tali comportamenti abbiano generato vantaggi economici ritenuti indebiti, con importi differenti a seconda della durata delle assenze contestate a ciascun lavoratore.
L’elenco degli imputati comprende dipendenti residenti tra Catanzaro e diversi comuni della provincia. L’apertura del processo è stata fissata per il prossimo 14 ottobre, data in cui prenderà il via la fase dibattimentale destinata ad approfondire le accuse formulate dalla Procura e le tesi difensive degli imputati.
