Un destino che sembra ripetersi ciclicamente, bloccando lo sviluppo democratico di una comunità di duemila anime. Per la terza volta in meno di vent'anni, Soriano Calabro vede cadere la propria amministrazione cittadina sotto la scure dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. La decisione, ratificata nell'ultimo Consiglio dei Ministri, riporta il centro delle Preserre vibonesi in una situazione di instabilità politica che dura ormai, a intermittenza, dal 2007.

Sebbene l'ente locale non sia stato colpito direttamente da recenti arresti di massa, il territorio circostante è da tempo teatro di una guerra tra cosche. Le indagini della DDA di Catanzaro hanno progressivamente smantellato i clan Emanuele-Idà e Loielo, protagonisti di una faida sanguinosa che ha mietuto vittime innocenti, come il giovane Filippo Ceravolo. In questo scenario, la permeabilità delle istituzioni alle logiche criminali è finita nuovamente sotto la lente d'ingrandimento dello Stato.

A pesare sulla decisione governativa sarebbe stata la relazione della commissione d'accesso insediatasi lo scorso luglio. Tra gli elementi al vaglio, spiccano i riflessi dell'inchiesta milanese denominata "Doppia Curva", che ha coinvolto figure vicine ad alcuni esponenti dell'ormai ex consiglio comunale. Nonostante le dimissioni della presidente del consiglio e le ripetute dichiarazioni di estraneità ai fatti, i sospetti di condizionamento esterno hanno portato al provvedimento estremo.

Il primo cittadino uscente, Antonino De Nardo, eletto nel 2024 con la lista "Soriano Futura", ha espresso sconcerto per la notizia. Solo pochi giorni fa, l'amministrazione aveva annunciato l'istituzione di un "Parco della Legalità" dedicato alle vittime della 'ndrangheta, un segnale forte che però non è bastato a rassicurare il Viminale. "Abbiamo sempre agito in buona fede e con trasparenza", ha ribadito De Nardo, che ora attende di leggere le motivazioni ufficiali per valutare un eventuale ricorso al TAR.

Il record negativo di Soriano Calabro conta ora tre date nere: 2007 primo scioglimento per accertata permeabilità dell'ente, il secondo stop nel 2022, motivato da presunte frequentazioni tra membri della giunta e figure legate alla criminalità locale. Adesso il nuovo scossone che interrompe il mandato di De Nardo e affida nuovamente le chiavi del municipio a una commissione straordinaria.

Per i cittadini di Soriano, si riapre un periodo di incertezza amministrativa, con la speranza che questo nuovo capitolo possa finalmente condurre a una gestione politica definitivamente impermeabile alle logiche delle cosche.