A Filogaso giovani costruttori di pace: l’eredità di Antonio Emanuele unisce percorsi diversi
Rondine e Fondazione Augurusa insieme. «La pace nasce dai gesti quotidiani e dalle relazioni»
A Filogaso giovani costruttori di pace nel segno di Antonio Emanuele. Un incontro in Calabria tra gli studenti di Rondine Cittadella della Pace e i giovani del corso Green Social Impact Manager: dialogo, sostenibilità e responsabilità condivisa per trasformare i territori a partire dalle relazioni
Una giornata di incontro, ascolto e memoria, nel segno della pace che nasce dai gesti concreti e dalla capacità dei giovani di generare cambiamento nelle comunità.
Gli studenti del Quarto Anno Rondine, progetto educativo promosso da Rondine Cittadella della Pace, sono stati accolti a Filogaso dalla Fondazione Antonio Emanuele Augurusa, realtà nata per custodire e trasformare in impegno collettivo il sogno del piccolo Antonio Emanuele: una “Casa della Pace” immaginata come luogo di inclusione, cura dell’ambiente, accoglienza e partecipazione.
L’incontro ha messo in dialogo due esperienze diverse per storia e geografia, ma profondamente vicine nella visione: formare giovani capaci di leggere i bisogni del proprio tempo, attraversare i conflitti, costruire legami e restituire valore ai territori.
I ragazzi e le ragazze del Quarto Anno Rondine, arrivati in Calabria dalla Cittadella della Pace di Arezzo, hanno incontrato gli studenti del Corso di Alta Formazione Green Social Impact Manager, in un pomeriggio dedicato al confronto intergenerazionale, all’orientamento e alla condivisione di esperienze personali, formative e professionali.
Dopo il racconto della storia della Fondazione Augurusa e delle attività realizzate a Filogaso, gli studenti si sono divisi in piccoli gruppi, dando vita a un dialogo intenso tra i liceali del Quarto Anno e i giovani del percorso Green SIM. I corsisti hanno condiviso il proprio cammino universitario e professionale, accogliendo domande, sogni, dubbi e aspettative dei più giovani.
Ne è nato uno spazio autentico di ascolto, nel quale la formazione non è stata trasmissione verticale di contenuti, ma relazione viva: un confronto tra generazioni che si interrogano sul futuro, sul lavoro, sull’impegno civile e sulla possibilità di incidere positivamente nella realtà in cui vivono.
«Il sogno di Antonio è molto affine al progetto della Cittadella della Pace di Rondine – ha raccontato una studentessa del Quarto Anno –. È bellissimo sapere che l’idea di un bambino ha ispirato tante persone e tante buone azioni nel tempo. Spesso le idee dei bambini vengono accantonate, quando sono proprio quelle idee ad avere purezza, spontaneità e desiderio di cose vere».
La giornata è proseguita con un percorso attraverso i luoghi simbolo della Fondazione Augurusa: il campo da calcio dove Antonio Emanuele è prematuramente scomparso, la scuola a lui intitolata, il parco giochi donato alla comunità e la scultura che ne custodisce la memoria. Luoghi che raccontano come il dolore, quando viene attraversato insieme, possa trasformarsi in responsabilità, cura e bene comune.
Per gli studenti di Rondine, l’esperienza di Filogaso si è inserita pienamente nel percorso educativo del Quarto Anno: un anno di scuola, vita comune e formazione alla gestione dei conflitti, nel quale ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia imparano a riconoscere le differenze, abitare le relazioni e diventare protagonisti di pace nei propri contesti.
«La storia di Antonio mi ha trasmesso tanto – ha detto un’altra studentessa –. Il suo impegno e la sua cura per l’ambiente, per il suo contesto sociale e per il prossimo sono esemplari. Ciascuno può seminare un piccolo seme di pace, partendo dal quotidiano. Quando c’è il desiderio di far star bene l’altro, di andare oltre i muri e i confini creati da culture o ideologie diverse, allora si crea la pace».
La visita alla Fondazione Augurusa ha confermato la forza di un’alleanza educativa fondata su una convinzione comune: la pace non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che nasce dalla memoria, dall’ascolto, dalla cura dell’altro e dalla capacità di trasformare una ferita in un’opera condivisa.
In questo senso, Filogaso e Rondine si sono riconosciute come due luoghi diversi ma uniti dalla stessa direzione: accompagnare i giovani a diventare cittadini consapevoli, capaci di generare impatto sociale, custodire la dignità delle persone e costruire comunità più giuste, inclusive e sostenibili.
