Omicidio Lazzaro nel Vibonese, morto per relazione non gradita alla 'ndrangheta? 8 indagati (NOMI)
La Dda di Catanzaro ha iscritto otto persone nel registro degli indagati per l’omicidio del 27enne Bruno Lazzaro, avvenuto il 4 marzo del 2018 a Sorianello, nel Vibonese. Si tratta di: Gaetano Emanuele, 46 anni di Gerocarne; Luca Ciconte, 29 anni di Sorianello; Franco Idà, 56 anni di Gerocarne; Michele Idà, 24 anni di Gerocarne; Giovanni Alessandro Nesci detto "Alex", 31 anni di Gerocarne; Antonio Raffaele Pisani, 23 anni di Gerocarne; Angela Vono, 41 anni di Gerocarne; Domenico Zannino, 32 anni di Sorianello.
Pochi giorni fa, il 18 agosto, le analisi del Ris di Messina in due diversi luoghi a Sorianello. Secondo l'ipotesi investigativa - che al momento rimane un'ipotesi al vaglio degli inquirenti - Gaetano Emanuele, Franco Idà, Angela Vono e Domenico Zannino sarebbero stati i mandanti dell'omicidio, mentre Michele Idà e Antonio Raffaele Pisani gli esecutori materiali insieme al cugino Gaetano Muller. Quest'ultimo - difeso dall'avvocato Giuseppe Di Renzo - ha ricevuto una condanna in appello a 16 anni di carcere, dopo che nel corso dell’udienza convocata per discutere della richiesta di rito abbreviato – a dicembre 2018 – aveva confessato il delitto.
Alla base dell'omicidio, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato un movente passionale maturato in ambito familiare: la relazione di Bruno Lazzaro con una ragazza, figlia di un esponente di spicco del clan Emanuele, che non sarebbe andata giù alla cosca. Nello specifico i tre presunti esecutori materiali - scrive il sostituto procuratore della Dda Annamaria Frustaci - "attiravano fuori dalla sua abitazione Bruno Lazzaro al fine di 'dargli una lezione', poichè questi, contravvenendo agli ordini ricevuti, era rientrato in Calabria da pochi giorni e aveva ripreso i contatti con" la ragazza in questione. Ci sarebbe quindi stata una discussione nel corso della quale "il Muller colpiva Lazzaro con un pugnale e, unitamente agli altri due correi, trasportava il corpo del cugino ferito presso l'abitazione di Angela Vono dove, ivi giunti, ritardavano nel contattare i soccorsi, cagionandone così la morte".
Una morte avvenuta, secondo la Distrettuale antimafia, dopo altre vessazioni che il giovane di Sorianello avrebbe subito nel corso del tempo. Secondo un disegno criminoso - l'ipotesi della Dda - di cui i mandanti sarebbero stati Gaetano Emanuele, Angela Vono e Franco Idà, e gli esecutori Luca Ciconte, Michele Idà e Domenico Zannino, sarebbe stato provocato a Lazzaro un "trauma contusivo all'avambraccio sinistro" al fine di costringerlo "a interrompere la relazione sentimentale con" la ragazza, "relazione non gradita alla 'ndrina degli Emanuele, anche a seguito del fidanzamento della ragazza con Gateano Muller". Successivamente, sempre secondo la Distrettuale, "ponevano in essere una serie di condotte dirette ad imporgli l'allontanamento dalla Calabria" con "continue minacce per la sua incolumità fisica". Comportamenti vessatori che sarebbero culminati poi, il 4 marzo 2018, con l'omicidio del giovane del Vibonese.
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