Anche l'imprenditore dello stocco Francesco D'Agostino tra gli indagati dell'inchiesta "Alchemia". Per i magistrati  sarebbe il prestanome delle cosche

Trema ancora una volta palazzo Campanella. Un nuovo terremoto rischia di abbattersi sul Consiglio regionale. C'è anche il vice presidente della massima assemblea calabrese Francesco D'Agostino, eletto con quasi 8mila preferenze, tra le file del centrosinistra per la lista "Oliverio presidente", tra gli indagati a piede libero nell'ambito dell'inchiesta "Alchemia" dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Roberto Di Palma e Giulia Pantano. Al politico di Cittanova i magistrati contestano, in concorso con Francesco Gullace, Girolamo Giovinazzo e Girolamo Raso, quest'ultimo deceduto, il reato di intestazione fittizia di beni con annesso favoreggiamento della 'ndrangheta. Questa mattina, nella sua abitazione e nel suo ufficio, è scattata una perquisizione.

Consiglio-Regionale-della-CalabriaLe accuse.  Secondo i pubblici ministeri, la ditta "Stocco & Stocco", con sede a Cittanova ed attiva nel settore della vendita all'ingrosso di prodotti ittici, gelati e altri alimentari, sarebbe stata intestata a D'Agostino pur essendo Girolamo Giovinazzo e lo zio Girolamo Raso i reali proprietari. Il tutto, al fine di eludere le norme che permettono il sequesto e l'eventuale confisca del patrimonio in materia di misura di prevenzione. Peraltro, l'attuale vice presidente del Consiglio regionale, secondo la Procura, avrebbe commesso il fatto con lo scopo di agevolare la cosca Raso-Gullace-Albanese

Francesco D'Agostino

La decisione del gip. Le accuse formulate dagli inquirenti non hanno portato, tuttavia, alla misura cautelare nei confronti dell'indagato. A spiegare le ragioni della decisione è stato il gip distrettuale di Reggio Calabria, Barbara Bennato:  "L'assunto accusatorio - ha scritto il giudice per le indagini preliminari - non è condivisibile, essendo dalle indagini emerso una immanente accessibilità all'azienda da parte degli indagati, leggibile piuttosto attraverso la contestualizzazione dell’attività aziendale esercitata in territori nei quali nulla si muove ed alcuna iniziativa si intraprende senza il controllo delle cosche ivi imperanti che, anche nel corso della gestione delle imprese, non lesinano di atteggiarsi a "padroni" della stessa, le cui prestazioni e partecipazioni sono gratuitamente dovute, in forza di un genetico compromesso”.

codice penale

Una posizione delicata.  Il politico reggino per i magistrati è un "soggetto che, sia pure non attinto direttamente da misura cautelare, è certamente coinvolto nel contesto delle relazioni instaurate dal Giovinazzo, persona particolarmente abile e spregiudicata nell'intessere rapporti a 360 gradi secondo un criterio di utilità e di convenienza".  Dalla banca dati delle forze dell’ordine  Francesco D’Agostino risulta “in passato essere stato oggetto di attenzione da parte della Stazione dei carabinieri di Cittanova in quanto indicato quale uomo di fiducia del clan mafioso Raso-Albanese”. Inoltre, secondo gli inquirenti, il politico calabrese è “solito accompagnarsi con pregiudicati inseriti nel clan e della Piana di Gioia Tauro”.

‘Ndrangheta, operazione Alchemia, D’Agostino: “Fiducia nella magistratura”

Ndrangheta: operazione "Alchemia, le accuse al deputato calabrese Pino Galati"

‘Ndrangheta, operazione “Alchemia”: ecco chi sono le persone coinvolte (NOMI-FOTO)

Operazione Alchemia, De Raho: “‘Ndrangheta infiltrata in tutti i settori dell’economia”

Ndrangheta, operazione “Alchemia”: respinta richiesta arresto per Pino Galati

Ndrangheta, operazione “Alchemia”: indagati “eccellenti” e rispunta Caridi

Operazione “Alchemia”, le mani della ‘ndrangheta sul “Terzo valico”: 40 arresti (VIDEO)

Operazione Alchemia, perquisizioni per il vice presidente del Consiglio regionale D’Agostino