I gruppi consiliari di opposizione al Comune di Vibo Valentia (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuori Vibonesi, Insieme al centro , Identità Territoriale) hanno depositato formalmente la richiesta di convocazione straordinaria e urgente del Consiglio Comunale. Al centro dell'istanza, l’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna (P.E.E.) della “Meridionale Petroli S.r.l.” (la cui scadenza per le osservazioni è fissata al 28 giugno 2026) e la contestuale richiesta di informativa sul limitrofo deposito ENI S.p.A., per valutare il rischio industriale complessivo a Vibo Marina in vista della stagione estiva.
 

La richiesta è stata sottoscritta da 11 consiglieri comunali, raggiungendo così la soglia esatta del quinto dei componenti assegnati all’assemblea prevista dalla legge (art. 39, comma 2 del TUEL) per rendere la convocazione un atto obbligatorio.
Tuttavia, prima di protocollare il documento, le forze del centrodestra hanno voluto compiere un passaggio di forte responsabilità istituzionale, sottoponendo il testo all'attenzione della maggioranza.
 

“Pur avendo autonomamente i numeri necessari per presentare e ottenere la convocazione del Consiglio” – spiegano i consiglieri di opposizione – “abbiamo voluto sottoporre l’atto alla maggioranza prima di protocollarlo. Invitiamo i colleghi a farlo proprio e a presentarlo insieme a noi, perché siamo convinti che il problema della sicurezza del territorio non conosca e non debba conoscere colore politico.”
I rappresentanti della minoranza ricordano come la massima assise cittadina si fosse già espressa in modo compatto su questo fronte: “Questo è un impegno che abbiamo preso tutti insieme sin dall'inizio, come dimostra il precedente ordine del giorno sulla delocalizzazione dei depositi che era stato approvato all'unanimità. Riteniamo che questo sia un percorso da concludere uniti, per il bene esclusivo di Vibo Marina. Parliamo di argomenti estremamente delicati, che toccano l'incolumità pubblica e che richiedono la massima serietà e professionalità da parte di tutti.”
La palla passa ora alla presidenza del Consiglio per la convocazione dell'aula e alla maggioranza, chiamata a dare un segnale di coesione su un tema prioritario per la comunità costiera.