'Ndrangheta in Lombardia, il legale di Zambetti: "Non denunciò per paura"
Domenico Zambetti è stato "vittima delle minacce e dei ricatti" di Eugenio Costantino e Giuseppe D'Agostino, i presunti affiliati alla 'ndrangheta a cui l'ex assessore regionale lombardo consegnò 50 mila euro". Lo dice il difensore Carlo Limentani, nell'udienza che vede imputato Zambetti per la vicenda di un presunto voto di scambio con i boss alle elezioni regionali nel marzo 2010. Secondo la difesa i due non furono denunciati dall'ex assessore per "paura" di ritorsioni per sé e "per i suoi affetti più cari, così come ricostruito dall'accusa".
L'ex assessore ha ribadito Limentani, è sempre stato "una persona al di sopra di ogni sospetto" e "ha sempre preso un sacco di voti", per questo è "improbabile" che una persona come lui, "in ascesa nella sua vita politica, scendesse a patti con la 'ndrangheta. Non aveva bisogno di raccogliere voti con modalità illecite. Aveva al momento dei fatti una grandissima esperienza politica e ha sempre lavorato senza mai ricevere un avviso di garanzia o essere oggetto di chiacchiera".
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