Il calcio calabrese perde uno dei suoi protagonisti più rappresentativi. Si è spento a Roma, nella notte tra sabato 5 e domenica 6 luglio, Gianni Fanello, ex attaccante originario di Pizzo, che aveva 87 anni. La sua scomparsa lascia un vuoto non solo nella comunità napitina, che lo ha sempre considerato motivo di orgoglio, ma anche tra gli appassionati di calcio che ne ricordano il percorso nelle principali piazze del panorama nazionale.

Nato a Pizzo il 21 febbraio 1939, Fanello mosse i primi passi sui campi della squadra cittadina, conciliando la passione per il pallone con il lavoro nel forno di famiglia, dove aiutava il padre. Proprio da quell'esperienza nacque il soprannome di "fornaretto di Pizzo", destinato ad accompagnarlo per tutta la carriera.

Il suo talento attirò ben presto l'attenzione del Catanzaro, che lo portò nel calcio professionistico nel 1958. Con la formazione giallorossa si mise in evidenza grazie a uno straordinario rendimento sotto porta, realizzando 30 reti in 60 partite e conquistando la ribalta nazionale.

Nel 1960 arrivò la chiamata del Milan, che gli spalancò le porte della Serie A. Dopo l'esperienza in rossonero e un brillante prestito all'Alessandria, dove firmò 26 gol in una sola stagione di Serie B, fu il Napoli a puntare su di lui. In maglia azzurra conquistò la Coppa Italia nella stagione 1961-1962, vivendo alcuni degli anni più importanti della propria carriera.

Nel corso del suo percorso professionale vestì anche le maglie di Catania, Torino e Reggiana, prima di chiudere l'attività agonistica a Roma con Tevere e Fortitudo. L'ultima esperienza da calciatore arrivò nel 1973 in Canada, con il Toronto Italia.

Complessivamente Fanello ha collezionato circa 300 presenze tra Serie A e Serie B, realizzando 88 reti. Nel suo curriculum figurano anche due presenze con la Nazionale Olimpica italiana, impreziosite da una rete.

Con la sua scomparsa se ne va uno dei volti storici del calcio calabrese, protagonista di una carriera costruita con talento, sacrificio e un forte legame con la sua terra d'origine, che non ha mai smesso di ricordare con affetto.