Terremoto: boati e paura, residenti in strada
Il movimento tellurico, superficiale, è stato chiaramente avvertito dalla popolazione senza provocare danni: un sisma di magnitudo 3.0 ha interessato l’area della caldera flegrea
Torna a tremare la terra nell’area dei Campi Flegrei. Nelle prime ore della notte tra il 23 e il 24 giugno 2026, una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 ha interessato il sistema vulcanico situato a ovest di Napoli, destando preoccupazione tra i residenti.
Il sisma è stato localizzato alle 03:02 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nell’area della caldera flegrea, con epicentro a circa tre chilometri di profondità, in una zona compresa tra Pozzuoli, Agnano e l’area della Solfatara.
La scarsa profondità dell’evento ha contribuito a rendere la scossa nettamente percepibile in superficie, soprattutto nei comuni flegrei e nei quartieri occidentali del capoluogo partenopeo. Numerose segnalazioni sono arrivate da Pozzuoli, Bagnoli e Fuorigrotta, dove molti cittadini hanno riferito di aver avvertito anche un boato precedente al movimento sismico.
In alcuni casi, la scossa principale sarebbe stata seguita da ulteriori lievi oscillazioni, fenomeno tipico dell’area, dove si registrano frequentemente sciami sismici legati all’attività bradisismica in corso.
La popolazione, colta nel sonno, si è riversata in strada per precauzione, condividendo sui social le proprie testimonianze e sensazioni. Nonostante la forte percezione dell’evento, al momento non risultano danni a persone né a edifici.
L’area flegrea resta sotto costante osservazione da parte degli enti scientifici, che monitorano con attenzione l’evoluzione del fenomeno bradisismico e le variazioni del suolo. Gli esperti ricordano come questo tipo di attività rientri nelle dinamiche naturali del sistema vulcanico, pur richiedendo un continuo aggiornamento dei dati e delle valutazioni di rischio.
