Blitz sul litorale nel Vibonese: scattano sequestri e denunce per tre balneari. Ecco dove
Operazione congiunta di Carabinieri, Guardia Costiera e Polizia Locale contro l'occupazione abusiva del demanio marittimo. Sotto la lente della Procura e della Prefettura anche il rischio di infiltrazioni
Giro di vite sui litorali vibonesi all'inizio della stagione estiva. I Carabinieri della Stazione di Spilinga, affiancati dagli uomini della Capitaneria di Porto di Tropea e dagli agenti della Polizia Locale di Ricadi, hanno fatto scattare un maxi-controllo mirato sulle spiagge della nota località turistica Grotticelle.
Il bilancio dell'operazione ha portato al deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia di tre titolari di strutture turistico-balneari. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, i tre imprenditori sono ritenuti responsabili di occupazione abusiva di aree del demanio marittimo. Oltre alle denunce, i militari hanno provveduto al sequestro di numerose attrezzature da spiaggia posizionate senza averne diritto.
L’intervento si colloca in un più ampio piano di monitoraggio volto alla tutela delle coste e alla verifica della regolarità delle concessioni demaniali. Va comunque precisato che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, per tutti gli indagati, vale il principio della presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.
I fari degli investigatori su lavoro, ambiente e infiltrazioni dei clan
Quello delle strutture balneari si conferma un settore cruciale per i controlli dell'Arma. Si tratta infatti di un ambito in cui spesso si incrociano diverse violazioni: dal rispetto dei diritti dei lavoratori alla tutela dell'ambiente, fino ai controlli di tipo agroalimentare e anti-sofisticazione.
C’è poi un fronte ancora più delicato, emerso a più riprese in diverse inchieste giudiziarie: l'interesse della criminalità organizzata per il business delle spiagge. Spesso le consorterie mafiose riescono a mettere le mani sulla gestione dei beni pubblici, anche attraverso prestanome, violando le norme del Codice antimafia per ricavare profitti illeciti.
Proprio per arginare questo fenomeno, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia ha avviato da mesi una mappatura a tappeto dei titoli concessori e dei relativi iter burocratici. Un'azione a doppio binario che unisce alle indagini penali una forte attività di prevenzione amministrativa, con segnalazioni dirette alla Prefettura per bloccare sul nascere qualsiasi anomalia.
