Incidente istituzionale a Vibo, il Pd si spacca. Soriano attacca: "Censore è un uomo rozzo"
Quanto accaduto nell'aula del consiglio comunale di palazzo "Luigi Razza" genera un valanga di polemiche. Sui social si scatena la protesta contro il Partito democratico
di MIMMO FAMULARO
Il segretario provinciale del Partito democratico Enzo Insardà sdrammatizza ed invita ad abbassare i toni, ma il danno ormai è fatto e quanto accaduto ieri pomeriggio nell'aula del Consiglio comunale di Vibo Valentia rischia di spaccare ulteriormente il Pd, già lacerato dalle divisioni interne. Lo scontro istituzionale tra il deputato di Serra San Bruno, Bruno Censore, ed il sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, alimenta le polemiche.
Posizioni opposte. Mentre Insardà giustifica Censore e minimizza quanto accaduto, il segretario del circolo di Vibo Stefano Soriano stigmatizza il comportamento del deputato qualificandolo come "gesto non elegante" tanto più alla presenza di un ospite espressione di un Governo sostenuto dal Partito democratico, ovvero il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, tra l'altro amico di vecchia data del sindaco Elio Costa. A gettare benzina sul fuoco è Michele Soriano che, in qualità di componente dell'assemblea regionale del Pd, affonda i colpi contro Censore: “Chiedo scusa al sindaco di Vibo - afferma - allontanato dall’aula da un uomo rozzo in balia della sua onnipotenza. Esiste per fortuna un altro Pd che mira ad includere e non ad escludere”.
Bufera sui social. L'argomento è ormai di stretta attualità. In città non si parla di altro e sui social il dibattito infiamma. La maggior parte degli utenti difendono il sindaco "cacciato da casa sua" e attaccano il deputato serrese accusato di "arroganza", criticando al contempo l'atteggiamento del Partito democratico. Quella che doveva essere un'iniziativa a favore del Sì, rischia di trasformarsi, come un boomerang, in uno spot per coloro che sostengono il No. Una situazione che mette, tra l'altro, in forte imbarazzo il gruppo consiliare del Pd.
Il silenzio di Censore. Su facebook, Bruno Censore ha postato una serie di foto sull'iniziativa di ieri. Nessun riferimento a quanto accaduto. Questo il contenuto del post pubblicato sulla sua pagina ufficiale: "Ieri pomeriggio abbiamo fatto tappa a Vibo Valentia, con il sottosegretario al Ministero della Giustizia Cosimo Ferri, per sostenere le ragioni del Sì al Referendum Costituzionale. Mi auguro che il 4 dicembre possa essere un grande momento di partecipazione, soprattutto in un passaggio così importante per il nostro Paese. Siamo chiamati a scegliere tra un modello che rafforza il processo riformista avviato, rendendo più forti e credibili le istituzioni dell'Italia, e un'alternativa che consiste nel rimanere fermi esattamente dove siamo oggi. Noi abbiamo fatto la nostra parte mantenendo un impegno storico del centrosinistra, adesso l'ultima parola sarà degli italiani che assumeranno essi stessi il ruolo di costituente".
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Solidarietà al sindaco. Intanto il Gruppo per Vibo Valentia Popolare, rappresentato dai consiglieri comunali Gregorio Polistena e Katia Franzè, ha espresso solidarietà al sindaco Costa. "Negare il diritto di esprimere la propria opinione in un dibattito pubblico è anti-democratico": scrivono i due consiglieri che auspicano che il sottosegretario Ferri voglia prendere le distanze dall'accaduto.
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