Business della marijuana nel Vibonese, De Certo scarcerato
Il gup del Tribunale di Catanzaro, accogliendo parzialmente le argomentazioni proposte dall’ avvocato Francesco Capria, ha, all’ esito del processo di primo grado, disposto la scarcerazione di Giuseppe De Certo da Nicotera. L'imputato era stato raggiunto da una ordinanza emessa dal gip del capoluogo calabrese nell’ambito dell’ operazione “Giardini Segreti”, nella quale gli veniva contestato di aver organizzato un’associazione dedita al traffico di stupefacenti ed alcuni reati-fine riguardanti la detenzione di marijuana e di cocaina.
L'arringa difensiva. L’avvocato Francesco Capria, nella sua discussione, dopo una dettagliata e minuziosa ricostruzione dei fatti contestati al suo assistito, ha dimostrato l’erroneità dei criteri attraverso i quali erano stati interpretati gli elementi investigativi, costituiti da conversazioni telefoniche e dalle dichiarazioni del collaboratore Mancuso Emanuele, attraverso le quali De Certo risultava essere stato uno dei personaggi maggiormente coinvolti nell’ inchiesta. Il difensore ha, in particolare, dimostrato come mancassero la sussistenza dei requisiti minimi del reato associativo, rappresentati, tra l’altro, dall’ esistenza di un vincolo permanente che lega i soggetti ad una struttura di gruppo che opera stabilmente e, soprattutto, che tale vincolo fosse espressione di una consapevole attività di partecipazione ad un programma comune.
La decisione del giudice. Il giudice dell’ udienza preliminare, facendo parzialmente propria la tesi difensiva, ha assolto il De Certo dal reato associativo e da un episodio di cessione di cocaina, condannandolo per i rimanenti tre episodi delittuosi alla pena di quattro anni e tre mesi di reclusione, disponendo, infine, l’ immediata scarcerazione dello stesso.
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