Tangenziale Est a Vibo: il Genio militare acquisisce documenti alla Provincia
Il prelievo dei faldoni con i progetti, più altri ancora da consegnare, nell'ambito dell'inchiesta della Corte di Conti che chiede danni per 7 milioni di euro a ex politici e tecnici
Il Genio militare del decimo “Reparto Infrastrutture” dell'Esercito italiano ha provveduto ieri, su delega della Sezione giurisdizionale calabrese della Corte dei Conti, ad acquisire nella sede di palazzo “Bitonto” della Provincia di Vibo Valentia copiosa documentazione inerente la Tangenziale Est, l'opera pubblica che ha sventrato un'intera collina sotto il castello Svevo Normanno e che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto collegare la provinciale per Stefanaconi al bivio di Sant'Onofrio poi alla provinciale per il bivio dell'A3. Un'opera sequestrata dalla Procura di Vibo per pericoli di crolli e per accertare responsabilità penali, mentre parallelamente la Procura della Corte dei Conti ha aperto un procedimento contabile per danno erariale. In tale contesto, il Genio militare è stato nominato dalla Sezione giurisdizionale contabile quale Ctu ed in tale veste è avvenuta ieri la richiesta di acquisizione di diversa documentazione inerente le opere di completamento della Tangenziale Est, il progetto di variante ed i progetti per la messa in sicurezza.
Relazioni geologiche, computi grafici e metrici, calcoli e perizie, tutto viene ora passato al "setaccio" dal Genio militare su delega dei magistrati contabili che hanno citato in giudizio diversi ex politici e tecnici per sentirli condannare al pagamento in favore della Provincia di 7 milioni e mezzo di euro a titolo di danno erariale, oltre ad interessi legali, rivalutazione monetaria e spese di giustizia. In particolare, la Procura contabile ha chiamato in giudizio per rispondere di danno erariale: gli ex presidenti della Provincia, Gaetano Bruni e Francesco De Nisi, che avrebbero omesso di denunciare alle autorità i pericoli verificatesi nel corso dei lavori; Gianfranco Comito, dirigente della Provincia, all’epoca dei fatti tecnico incaricato della redazione dei progetti della Tangenziale; Francesco Teti, dipendente della Provincia ed anche lui tecnico incaricato della realizzazione dei progetti della Tangenziale e responsabile del procedimento; Leoluca Greco, dipendente della Provincia ed assistente di cantiere, nonché direttore dei lavori per la messa in sicurezza della collina sovrastante la strada e soggetto che ha certificato l’ultimazione delle opere; Maria Giovanna Conocchiella, dipendente della Provincia ed anche lei incaricata della redazione dei progetti della Tangenziale; Marcello De Vita, dipendente della Provincia e responsabile del procedimento relativo alla costruzione della Tangenziale.

Le accuse. Per la Procura i 7 citati in giudizio sarebbero responsabili della mancata realizzazione della Tangenziale e delle sue condizioni disastrose ed altamente pericolose, con conseguente danno ascrivibile ad un loro preciso comportamento doloso (tant’è che vi è un sequestro penale dell’arteria) legato a gravi presunte inosservanze dei doveri di diligenza e perizia professionale, oltre a trasgressione delle regole di buona amministrazione che avrebbero arrecato pregiudizi economici enormi a carico dell’ente Provincia. A Bruni si contesta poi di aver presieduto le giunte che hanno approvato i lavori per la Tangenziale, mentre a De Nisi si contesta pure di aver omesso di collocare dei segnali utili ad impedire il transito dei mezzi lungo la Tangenziale al fine di tutelare l’incolumità pubblica e lo scarico abusivo di qualsivoglia materiale, anche inquinante. (g.b.)
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