Barbuto rompe il silenzio: «Nessuna distanza dal sindaco, resto nel progetto politico della maggioranza»
Il capogruppo di Progressisti per Vibo AVS interviene dopo le indiscrezioni circolate sulla stampa: «Il mio silenzio è stato interpretato male. È una scelta di rispetto e responsabilità politica»
«Il silenzio non è debolezza, ma una forma di rispetto e di etica politica». Con queste parole Sergio Barbuto, capogruppo di Progressisti per Vibo AVS e dirigente di Sinistra Italiana, interviene pubblicamente per chiarire la propria posizione dopo alcune ricostruzioni apparse sugli organi di stampa che lo avrebbero indicato come distante dal sindaco e dalla maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale.
Barbuto respinge con decisione tali interpretazioni e spiega le ragioni del suo atteggiamento. «Accade spesso che il silenzio venga interpretato come un segnale di debolezza o come mancanza di argomentazioni. Io credo, invece, che possa rappresentare una scelta consapevole, dettata dal rispetto verso gli altri e dalla volontà di riflettere prima di intervenire nel dibattito pubblico».
Il consigliere comunale sottolinea come il mancato intervento sulle recenti polemiche sia stato il frutto di una valutazione politica e non di una presa di distanza. «Il mio silenzio rispetto ad alcune affermazioni che si sono susseguite sulla stampa non è stato indice di incertezza, ma di riflessione. Proprio per questo oggi sento di non condividere quei contenuti, soprattutto quando coinvolgono direttamente la mia persona e la mia collocazione politica».
Barbuto rivendica quindi il proprio ruolo all'interno della coalizione che sostiene il sindaco Enzo Romeo. «Si dimentica troppo spesso che sono prima di tutto il capogruppo di Progressisti per Vibo AVS e che da oltre un anno sono iscritto a Sinistra Italiana. Con queste forze politiche sto condividendo un percorso che trova piena collocazione all'interno della maggioranza che sostiene l'amministrazione Romeo».
Nel suo intervento, il capogruppo richiama anche una celebre riflessione del filosofo latino Seneca per spiegare il senso della propria scelta comunicativa. «Seneca sosteneva che il silenzio è la scelta di chi ha il controllo di sé, mentre parlare troppo spesso rappresenta soltanto una perdita di tempo. È un pensiero che condivido e che ha ispirato il mio comportamento in questa fase».
