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Il calcio italiano perde uno dei suoi protagonisti più autentici. È morto nella notte tra sabato e domenica, a Roma, Giovanni Fanello, ex attaccante che avrebbe compiuto 88 anni il prossimo febbraio e che ha scritto pagine importanti del calcio nazionale tra gli anni Cinquanta e Sessanta. La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nella comunità di Pizzo, che non ha mai smesso di considerarlo uno dei suoi figli più illustri. Lo scrive “il Quotidiano del Sud”.

Per tutti era il "fornaretto di Pizzo", soprannome nato dall'aiuto che, da ragazzo, offriva al padre nel forno di famiglia prima di raggiungere il campo di allenamento. 

Nato il 21 febbraio 1939, Fanello mosse i primi passi con la squadra della sua città prima di essere notato dal Catanzaro, che lo ingaggiò nel 1958. Con i giallorossi mise in mostra tutto il suo talento realizzando 30 reti in 60 partite, numeri che gli spalancarono le porte del AC Milan nel 1960.

L'esperienza in rossonero gli regalò anche il debutto europeo nella Coppa dell'Amicizia contro il Nîmes, prima del trasferimento in prestito all'Alessandria Calcio. In Piemonte disputò una stagione straordinaria, firmando 26 gol in 38 presenze, rendimento che convinse il SSC Napoli a puntare su di lui.

Con la maglia azzurra visse alcune delle stagioni più importanti della sua carriera, conquistando la Coppa Italia 1961-62 e restando a Napoli fino al 1965, intervallando l'esperienza partenopea con un prestito al Catania. In seguito vestì ancora le maglie del Catania, del Torino FC e della AC Reggiana 1919, prima di chiudere la carriera tra Roma e il Canada con il Toronto Italia.

Con la scomparsa di Giovanni Fanello, Pizzo perde non solo un grande calciatore, ma un simbolo di dedizione, sacrificio e appartenenza.