Non è un biglietto da visita, ma uno schiaffo in pieno volto a chi percorre l’Autostrada del Mediterraneo. Lungo il tratto della A2 compreso tra gli svincoli di Vibo Valentia e Pizzo, in direzione Salerno, il paesaggio calabrese è ferito da quello che resta di un cantiere mai realmente smobilitato.

Le immagini shock catturate dall'obiettivo di Graziano Tomarchio non lasciano spazio a interpretazioni: quella che doveva essere un’opera di ammodernamento si è trasformata in una vera e propria bomba ecologica.

Il video-inchiesta documenta uno scenario di profondo degrado. Cumuli di detriti, scarti industriali e materiali potenzialmente pericolosi giacciono abbandonati ai margini della carreggiata. Si tratta dei residui lasciati dalla ditta Thrice al termine dei lavori di restyling; una dote avvelenata che offende la bellezza del territorio e minaccia l'ecosistema locale.

Non si tratta di semplici calcinacci, ma di una distesa di rifiuti che trasforma uno degli snodi stradali più importanti del Sud in una discarica a cielo aperto.

L’inchiesta di Tomarchio, oltre a denunciare lo scempio, solleva interrogativi pesantissimi sulla catena del comando e della sorveglianza. La domanda che sorge spontanea, e che il reporter rivolge direttamente ai vertici della società stradale, è una sola: Anas dov’è? "Perché non è stata pretesa e imposta l’immediata rimozione di questi scarti? Com’è possibile che un’azienda possa abbandonare il cantiere lasciando dietro di sé un simile scempio ambientale senza che nessuno intervenga?".