Le strade di tutti e di nessuno: Vibo e San Gregorio d’Ippona abbattono i confini
Firmato il protocollo d’intesa: via al restyling del collegamento tra via Pavese e la Provinciale
Per anni sono state il simbolo dell’impasse burocratica. Strade "di frontiera", lembi di asfalto che separano e uniscono due territori, finite troppo spesso in un limbo normativo: sulla carta di competenza condivisa, nella pratica abbandonate all’incuria. Il paradosso è noto: laddove dovrebbero intervenire due enti per dimezzare i costi e raddoppiare l’efficienza, spesso accade l’opposto. Nessuno interviene per non rischiare di fare un favore al "vicino" o per non assumersi oneri altrui. Ma oggi, questa narrazione cambia rotta.
Al centro della svolta c'è l’arteria che da via Pavese conduce alla strada provinciale, situata proprio alle spalle dell’area di Moderata Durant. Un asse viario strategico, ma condiviso tra il Comune di Vibo Valentia e il Comune di San Gregorio d’Ippona, che finalmente smetterà di essere "la strada di nessuno".
La Giunta comunale di Vibo Valentia ha infatti approvato un protocollo d’intesa mirato alla risistemazione integrale del tratto. L’operazione porta la firma dell’Assessorato alla Manutenzione, guidato da Francesco Colelli, con il supporto tecnico del dirigente Filippo Nesci. Un atto che non è rimasto isolato: dall'altra parte del confine comunale, il sindaco di San Gregorio d'Ippona, Pasquale Farfaglia, ha risposto con identica solerzia, approvando il medesimo schema di collaborazione.
«Gli enti devono dare prova di dialogo e collaborazione», è il commento di Colelli che accompagna l'approvazione del provvedimento. Il ringraziamento va proprio al sindaco Farfaglia, per aver dimostrato visione politica e aver accolto l’invito a tutelare il decoro e la sicurezza stradale, superando i campanilismi. La filosofia è chiara: i cittadini che percorrono quella strada sono "suoi" e "nostri" allo stesso tempo, e il diritto a una viabilità dignitosa non può fermarsi davanti a una riga tracciata sulle mappe catastali.
L’intesa non resterà un documento chiuso in un cassetto. Il protocollo definisce chiaramente impegni e oneri, trasformando una terra di mezzo in una gestione condivisa e responsabile. I lavori di riqualificazione partiranno a brevissimo, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza una strada finalmente "percorribile" e sicura.
Da oggi, quel tratto di collegamento non sarà più l'emblema dell'abbandono, ma il simbolo di una provincia che sa parlarsi e che mette il bene comune davanti alle vecchie logiche del confine.
