'Ndrangheta, colpo alla cosca Chiefari-Iozzo. Luce anche su un duplice omicidio (VIDEO)
I Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro, con il supporto dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori e di un elicottero dell’8° Nucleo Elicotteri, stanno eseguendo, dalle prime luci dell’alba, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 17 soggetti appartenenti e fiancheggiatori della cosca di ’ndrangheta Iozzo-Chiefari, radicata, in particolare, nei comuni catanzaresi di Torre di Ruggero e Chiaravalle Centrale. L'operazione trae origine da un'indagine del Nucleo investigativo di Catanzaro, diretta dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, dagli aggiunti Vincenzo Capomolla e Vincenzo Luberto e dal pm Debora Rizza.
Con il provvedimento cautelare, emesso dall’Ufficio Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia diretta dal procuratore Nicola Gratteri, vengono contestati, tra gli altri, i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, estorsione e detenzione illegale di armi.
style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-7956851822213362"
data-ad-slot="5102188730"
data-ad-format="auto">
Operazione "Ortrhus". I carabinieri nell'ambito dell'operazione hanno scoperto un deposito di armi. Il materiale si trovava in un locale a Chiaravalle Centrale che era nella disponibilità di una delle persone coinvolte nell'operazione. Vi erano custoditi alcuni mitra, tra cui due kalashnikov, pistole ed una bomba di tipo rudimentale. Armi e ordigno sono stati sequestrati dai militari per essere sottoposti a perizia balistica. L'operazione è stata denominata "Ortrhus", il cane a due teste della mitologia greca, in riferimento alle due componenti familiari in cui si articola, secondo l'accusa, la cosca "Iozzo-Chiefari" coinvolta negli arresti.
Dall'indagine, protrattasi per quasi tre anni, è emersa "l'operatività della cosca Iozzo-Chiefari, con particolare riferimento al territorio di Torre di Ruggiero (Catanzaro), Chiaravalle Centrale (Catanzaro), Cardinale (Catanzaro) e aree limitrofe, i cui componenti avevano la disponibilità di numerose armi, anche da guerra, e avevano generato nella popolazione locale uno stato di soggezione" con conseguenti "omertà e accondiscendenza".
Le accuse. E' inoltre emerso, sottolinea la procura, "l'illecito controllo da parte del sodalizio criminale, di attività imprenditoriali e commerciali (nei settori dell'edilizia, del movimento terra e del commercio all'ingrosso di legname), di subappalti connessi con la realizzazione di opere pubbliche anche di rilevante entità come la cosiddetta 'Trasversale delle Serre', nonché alcuni interessi connessi con attività commerciali anche in occasione della festa patronale di uno dei suddetti centri catanzaresi". Una ulteriore fonte di proventi illeciti, come ricostruito dagli inquirenti, "consisteva nella gestione di una redditizia piazza di spaccio di stupefacente, del tipo marijuana e cocaina, attivata nel territorio".
Luce su un duplice omicidio. L'indagine ha consentito, inoltre, di fare luce sulle dinamiche di un tentato omicidio e di un duplice omicidio, consumati rispettivamente nel 2005 e nel 2009, entrambi in Chiaravalle Centrale, riconducibili a regolamenti interni all'organizzazione criminale. Il duplice omicidio è quello di Giuliano Cortese, di 48 anni, e della sua compagna Inna Abramovia, di 35, di nazionalità ucraina, uccisi a Chiaravalle centrale il 27 aprile 2009. L'agguato contro Cortese fu portato a termine davanti alla scuola materna dove la coppia aveva lasciato le due figlie piccole. Mentre i due si stavano allontanando a bordo di un'auto, furono affiancati da un'altra vettura dalla quale furono sparati numerosi colpi di pistola.
I NOMI DEGLI ARRESTATI (Clicca qui)
I NOMI DI TUTTI GLI INDAGATI COINVOLTI NELL'INCHIESTA (Clicca qui)
