tucci-2.jpg
tucci-2.jpg

Il progetto del Ponte sullo Stretto torna al centro dello scontro politico. A intervenire è il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci, che in una nota durissima definisce l’opera «un’infrastruttura morta», attribuendo precise responsabilità all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

Secondo Tucci, «la responsabilità è solo di Meloni che ha assecondato ogni capriccio di Salvini», criticando l’iter amministrativo definito «colabrodo» e avviato negli ultimi anni. Il parlamentare parla di «15 miliardi bloccati, di cui quasi tre già bruciati», sostenendo che si tratti di risorse immobilizzate per un progetto che definisce senza prospettive concrete.

Nel suo intervento, il deputato pentastellato torna anche sul tema della governance della società concessionaria, la Stretto di Messina S.p.A., denunciando «un poltronificio da basso impero» e facendo riferimento a incarichi e compensi dei manager.

Tucci afferma inoltre di aver presentato due settimane fa un’interrogazione parlamentare senza ricevere risposta: «Abbiamo chiesto al governo come mai buste paga tanto sfarzose per non fare nulla – sostiene – evidentemente ci sbagliavamo, visto che secondo i sospetti della procura facevano eccome. Perlopiù impicci, ma facevano».

Il deputato collega la vicenda anche al recente quadro giudiziario, parlando di possibili irregolarità nella gestione interna della società, e attacca duramente l’esecutivo: «Da calabrese dico che la nostra regione si è rotta le scatole della prosopopea di Meloni, di Salvini, di Occhiuto e giù a cascata».

Nel finale della nota, Tucci ribadisce la sua posizione contraria al progetto: «Quest’opera è ormai una barzelletta internazionale. Fermiamo tutto, è una questione di dignità».