Nessuna lupara bianca ma un semplice allontanamento volontario. Scongiurato il peggio per Francesco Antonio Pardea e Bartolomeo Arena, i due giovani vibonesi che erano spariti nel nulla lo scorso 30 aprile. Entrambi si sono presentati al Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo a distanza di 24 ore l'uno dall'altro. Pardea è stato accompagnato dall'avvocato Diego Brancia che lo assiste (insieme a Francesco Sabatino) ed è stato deferito per aver violato la sorveglianza speciale con l'obbligo di soggiorno alla quale era sottoposto. Successivamente è ricomparso anche Arena che invece era completamente libero, senza alcuna misura di prevenzione. Massimo riserbo da parte degli investigatori sulla versione fornita dai due giovani sul loro 'allontanamento da Vibo Valentia.

La scomparsa. La vicenda aveva creato non poca preoccupazione perché entrambi sono considerati dagli inquirenti vicini al cosiddetto gruppo degli emergenti, le "nuove leve" della 'ndrangheta vibonese che opera in città. Erano stati avvistati l'ultima volta alla vigilia della festa dei Lavoratori e l'auto di Bartolomeo Arena, una minicar, era stata rinvenuta nei pressi dello svincolo autostradale di Pizzo il giorno dopo la denuncia dei familiari. Il mezzo chiuso a chiave e regolarmente parcheggiato in un piazzale è stato da subito consegnato alla famiglia del 43enne. Nulla di sospetto è stato infatti rinvenuto dai carabinieri nel veicolo. Poco più di un mese dopo, Pardea e Arena sono dunque riapparsi. Resta ora da chiarire per quale motivo hanno deciso di scomparire temporaneamente nel nulla.

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