TROPEA – Si è svolta il 4 luglio 2026, negli spazi di TROPEArte – Accademia degli Archi in Largo Galluppi 12, la mostra-evento “Shadows of Passage – Ombre di Passaggio”, iniziativa culturale che ha trasformato gli antichi archi medievali di Palazzo Fazzari in un percorso artistico e simbolico dedicato al tema delle migrazioni e della dignità umana.

La realtà di TROPEArte – Accademia degli Archi nasce dall’iniziativa dei coniugi Francesco Femia e Caitlin Werrell, che hanno scelto Tropea come città di elezione e sede del loro progetto culturale. Lo spazio, ricavato all’interno degli archi storici del palazzo, è stato aperto al pubblico con l’obiettivo di ospitare mostre, corsi, eventi e attività legate all’arte e alla cultura in un contesto fortemente radicato nella storia e nel paesaggio mediterraneo.

L’evento inaugurale estivo trae ispirazione – secondo quanto riportato dagli organizzatori – dalle recenti dinamiche geopolitiche internazionali e da un messaggio di attenzione verso i temi umanitari. In questo quadro viene richiamata anche la scelta attribuita a Papa Leone, che avrebbe rinunciato a un invito alla Casa Bianca per le celebrazioni del 4 luglio, preferendo recarsi a Lampedusa per incontrare rifugiati e migranti.

In segno di solidarietà, e in continuità con una precedente iniziativa dedicata al “migrante sconosciuto” approdato a Tropea il 17 febbraio, l’Accademia ha quindi promosso una mostra di un solo giorno.

Fulcro dell’esposizione è stata l’installazione “Shadows of Passage”, firmata da Caitlin Werrell e Francesco Femia, composta da tre grandi pannelli lignei collocati tra gli archi in pietra del palazzo. Le opere, concepite come silhouette simboliche, rappresentano il viaggio dei migranti attraverso tre fasi: “il deserto”, “il mare” e infine “la riva”, per chi riesce a completare il percorso.

Accanto all’installazione principale, la mostra ha ospitato anche lavori di artisti del territorio, tra cui Claudio di Costanzo, Irene Fazzari, Celeste Fortuna, Luca Grassi e Giuseppe Murdaca, tutti impegnati su tematiche legate a migrazione, identità e dignità umana.

Il percorso espositivo è stato arricchito dalla musica dal vivo curata da Andrea Molfetta e dal progetto Cia.PoesiaViva, con l’esecuzione di dieci brani della Música Popular Brasileira interpretati da artisti afro-brasiliani, a completamento di un’atmosfera fortemente evocativa e multiculturale.

La mostra si è conclusa nell’arco della stessa giornata, ma ha lasciato spazio a riflessioni sul ruolo dell’arte come strumento di dialogo e sensibilizzazione. Gli organizzatori hanno sottolineato la volontà di costruire, attraverso l’Accademia degli Archi, un luogo stabile di produzione culturale aperto a linguaggi e prospettive internazionali.

Un debutto che, nelle intenzioni dei promotori, segna l’avvio di un percorso destinato a consolidare Tropea come spazio di incontro tra arte contemporanea, memoria storica e impegno civile.