Vibo, sette giorni senza bere e mangiare. E la politica? Si gira dall'altra parte
Un sindaco, 9 assessori, 32 consiglieri comunali. Per non parlare di diversi parlamentari (da Giuseppe Mangialavori a Riccardo Tucci) e consiglieri regionali (da Vito Pitaro a Luigi Tassone). Vibo è sommersa di politici e non c'è stato nemmeno uno di loro che si sia interessato della situazione del commerciante di Vibo Valentia, Giuseppe Iennarella, che la scorsa settimana ha avviato una protesta estrema: lo sciopero della fame. Si tratta di un modo di manifestare che può apparire silenzioso, poco attivo, ma che in realtà implica un grandissimo sacrificio e lancia un messaggio a tratti devastante: sono costretto a non mangiare più per vedere riconosciuti i miei diritti.
Commercianti di Serie A e di Serie B?
Il proprietario della nota birreria "Novepercento" di Vibo Valentia, ricordiamo, lo scorso 11 marzo ha temporaneamente chiuso il locale e iniziato lo sciopero della fame per protesta, al fine di ottenere i ristori Covid che, senza una valida ragione ("dall'Agenzia delle Entrate ho avuto solo false rassicurazioni"), non gli sono ancora stati erogati. Gli era stato assicurato che si trattava di pochi giorni ("il tempo di effettuare il bonifico") ma, alla fine, quelle parole "avevano l'odore - aveva dichiarato ai nostri microfoni - di una presa in giro". Il dubbio, ora, è che ci siano commercianti "amici" di Serie A, e commercianti "meno amici" di serie B. Per i primi ci si fa vedere e si assicura sostegno e vicinanza (com'era avvenuto nel caso di Angela Bonaventura, ne abbiamo parlato QUI). Ma per i secondi?
"Non ne sapevo nulla".
L'abbiamo chiesto all'assessore al Commercio del Comune di Vibo, Domenico Francica, che, però, ci ha risposto di non saperne nulla. "Non ne ero a conoscenza fino a ieri sera - ci ha detto nella giornata di ieri - quando ho visto la notizia per caso". Troppi impegni, troppe cose da fare, ci spiega, e non c'è stato il tempo di informarsi per sapere cosa succede nella città che è chiamato ad amministrare. E il sindaco Maria Limardo? Sicuramente ne sarà venuta a conoscenza: siamo certi che lei li legge, i giornali. Ma, nonostante i membri della Giunta comunale continuino a ripetere che "il sindaco è sicuramente vicino ai commercianti in difficoltà", i fatti raccontano altro. Un pesante silenzio del primo cittadino di fronte a un commerciante disperato che avvia uno sciopero della fame.
Sette giorni senza bere e mangiare.
La protesta è stata sospesa ieri, dopo 7 giorni senza bere e mangiare, a causa dei problemi di salute che stava causando. Una settimana di sciopero della fame e nessuno, tra politici e associazioni, che abbia deciso di fare o dire qualcosa. "Siamo disponibili ad andare a trovarlo - ci ha promesso infine l'assessore Francica - e fare quanto ovviamente è nelle nostre possibilità. È giusto che da parte del Comune ci sia vicinanza nei confronti di un commerciante in crisi". È giusto, ma finora nessuno si è mosso. Si tratta delle ennesime parole al vento o, finalmente, l'Amministrazione comunale si ricorderà dei suoi cittadini che gridano aiuto?
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