'Ndrangheta: clan Tripodi di Portosalvo, concluse le arringhe dei difensori
La Procura generale di Catanzaro ha chiesto l'inasprimento delle pene. Il 21 aprile la replica del sostituto procuratore generale Salvatore Curcio
di GIUSEPPE BAGLIVO
Si sono concluse oggi con l'intervento dell'avvocato Anselmo Torchia, le arringhe dei difensori nel processo in corso dinanzi alla Corte d'Appello di Catanzaro contro il clan Tripodi di Portosalvo e Vibo Marina nato dall'operazione antimafia denominata "Lybra" scattata nel maggio 2013 con il coordinamento della Dda.

La prossima udienza è stata fissata per il 21 aprile prossimo per la replica del rappresentante della pubblica accusa, il sostituto procuratore generale Salvatore Curcio. Quest'ultimo, nelle scorse udienze, aveva chiesto 7 condanne con un inasprimento delle pene rispetto al primo grado. Queste le singole richieste di condanna: Nicola Tripodi, 68 anni, ritenuto a capo dell'omonimo clan, 12 anni; Antonio Tripodi, 52 anni, fratello di Nicola, 10 anni di reclusione; Sante Tripodi, 43 anni, altro fratello di Nicola, 10 anni di reclusione; Salvatore Vita, di Vibo Marina, 12 anni di carcere; Massimo Murano, 43 anni, di Busto Arsizio (Va), 8 anni di reclusione; Gregorio De Luca, 38 anni, di San Gregorio d'Ippona, 4 anni di carcere; Francesco Lo Bianco, 42 anni, di Vibo Marina (unico assolto in primo grado), 4 anni di richiesta di pena.

Associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, frode nelle pubbliche forniture, usura, rapina ed estorsione i reati, a vario titolo, contestati. Nel mirino del clan, che avrebbe esteso i suoi affari anche a Roma ed in Lombardia, ci sarebbero stati anche i lavori del post alluvione del 2006 a Vibo Marina.
La sentenza con rito abbreviato in primo grado emessa il 4 febbraio 2015 dal gup distrettuale di Catanzaro, Domenico Commodaro, ha assunto una valenza storica perché per la prima volta in sede giudiziaria è stata sancita da un giudice l’esistenza del clan mafioso dei Tripodi. In primo grado il verdetto era stato il seguente: Nicola Tripodi, 8 anni; Sante Tripodi, 4 anni ed 8 mesi; Antonio Tripodi, 7 anni; Salvatore Vita, 9 anni; Gregorio De Luca, 2 anni ed 8 mesi; Massimo Murano, 3 anni; Francesco Lo Bianco era stato assolto in primo grado.

Nel collegio di difesa figurano gli avvocati Anselmo Torchia, Domenico Anania, Sergio Rotundo, Giuseppe Bagnato e Guido Contestabile.
L'operazione era stata coordinata dal pm della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, mentre la parte più significativa dell'inchiesta era stata condotta dai carabinieri della Stazione di Vibo Valentia guidati dal comandante Nazzareno Lopreiato.

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