Vibo, massoneria e politica. L'assessore negli elenchi di "Nemo" ma Costa non ne sa nulla (VIDEO)
Blitz del programma di Rai 2 a Palazzo Luigi Razza. Per il sindaco in giunta non ci sono massoni, ma uno dei suoi assessori "si avvale della facoltà di non rispondere"
Non è una novità che Vibo Valentia sia una delle aree più massoni del paese. Della questione Zoom24 si era già occupata tempo addietro ricostruendo la fitta tela che lega le logge massoniche di diversa estrazione sul territorio. (LEGGI QUI)
"Nemo". A svelare ulteriori retroscena, evidenziando come le logge siano pervasive sia negli ambienti della politica, che in quelli dell'imprenditoria, spesso sotto accusa perchè legata alla criminalità organizzata, è stata ieri sera la trasmissione Nemo, in onda su Rai 2. Nello Trocchia, inviato del programma televisivo, ha deciso di arrivare nel capoluogo calabrese, ultimo nella classifica per la qualità della vita, ma primo in Italia per la presenza di logge massoniche. Prima si è rivolto a Giuseppe Messina, medico e massone che ha chiarito apparentemente senza timore di smentita: "La massoneria non è presente nella magistratura nè nella politica".
La Giunta di Vibo. Ma l'impertinente cronista non si è arreso, ha fatto qualche chilometro e si è presentato al cospetto del sindaco Elio Costa. Anche il primo cittadino di Vibo Valentia si è detto abbastanza sicuro del fatto che nell'esecutivo non esistano massoni. "E Domenico Console?" Pronta la replica del capo dell'Amministrazione: "Non mi risulta massone". L'ospite non del tutto gradito ha preteso allora che il sindaco si accertasse direttamente con il suo assessore al Commercio. Messo in un angolo, Costa ha chiamato l'esponente dell'esecutivo che, però, ha ritenuto, anche al cospetto del proprio sindaco, "di avvalersi della facoltà di non rispondere".
L'intercettazione. Dalla politica, l'attenzione di Nemo si è spostata alla 'ndrangheta nel tentativo di capire a fondo le ragioni per cui sono stati richiesti gli elenchi del Goi dalla commissione parlamentare antimafia. A confermare la potenza delle logge, sono state le parole del boss Pantaleone Mancuso, detto Scarpuni. "Ora è rimasta solo la massoneria e quei quattro storti che credono nella 'ndrangheta".
Imprenditori e professionisti. Infine, il giornalista si è imbattuto in due persone, un avvocato e un imprenditore, espulsi dalla massoneria perchè coinvolti in inchieste antimafia: Salvatore Lubiana e Domenico Macrì. Entrambi sono imputati nel processo che punta a far luce sul riciclaggio di denaro sporco del narco Vincenzo Barbieri, ucciso dalla 'ndrangheta, in una banca Sanmarinese. E per questo sono stati espulsi dalla massoneria!
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